Quotidiano Nazionale logo
11 ott 2019

Aeroporto Forlì, Corsini: "Massimo impegno per il decollo"

Riapertura dello scalo, l’assessore regionale ha incontrato F.A.

giuseppe catapano
Frasca/Aeroporto di Forlì estate 2012
L'aeroporto di Forlì (Foto Frasca)

Forlì, 11 ottobre 2019 - Promette «massimo impegno», Andrea Corsini. «Vogliamo che l’aeroporto di Forlì riapra» scandisce l’assessore regionale al Turismo. Frasi ripetute anche a Giuseppe Silvestrini, presidente della società di gestione F.A.: i due si sono visti ieri al Ttg di Rimini, fiera dedicata alla promozione e commercializzazione del turismo italiano nel mondo.

Assessore Corsini, resta il nodo dei fondi per i vigili del fuoco e si attende la chiusura definitiva dell’iter per l’inserimento del Ridolfi nell’elenco degli scali di rilevanza nazionale. Come andrà a finire?
«Per quanto riguarda l’iter ministeriale, ci stanno lavorando il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore alle Infrastrutture Raffaele Donini. Manca un ultimo via libera, la Regione si sta adoperando e continuerà a farlo per il buon esito».

Leggi anche "L'aeroporto cambi nome, ci vuole quello di Pellegrino Artusi"

Lo ha ripetuto anche a Silvestrini?
«Con lui c’era anche l’amministratore delegato Sandro Gasparrini: ho assicurato che faremo il possibile e che ci impegneremo per sbloccare la situazione».

Se ciò dovesse accadere, cosa farete dopo?
«La Regione è disponibile a programmare investimenti importanti dal punto di vista infrastrutturale, come già riferito ai privati che gestiranno il Ridolfi, e per il sostegno all’operatività e alla promozione dei voli legati agli arrivi turistici».

Si è discusso molto della concorrenza per Rimini. Quale è la sua posizione?
«I due scali devono integrarsi nel rispetto delle loro vocazioni, ma non vedo problematiche particolari in tal senso. Sovrapposizioni sarebbero deleterie per entrambi e non ne vogliamo. Questa sarà una condizione che porremo: per la Regione è fondamentale che ci siano piani operativi complementari, a questo vincoleremo i nostri contributi».

Lei e il suo collega Donini su questo siete stati chiari dall’inizio.
«Non vuol dire che non debbano esserci voli con provenienza dalla stessa città. Ma è necessaria una precisa pianificazione. Forlì non ha solo una vocazione turistica, ma anche commerciale, business e cargo».

F.A. finora ha escluso eventualità di concorrenza interna tra scali. C’è quindi spazio per il Ridolfi in un sistema aeroportuale regionale integrato?
«Lo spazio c’è. Pensiamo al Veneto che ha tre aeroporti in pochi chilometri. Esistono tutte le condizioni per non ripetere gli errori del passato».

Auspica una riapertura dello scalo forlivese entro la primavera 2020?
«Prima si riparte, meglio è. Questo perché c’è da fare promozione: l’attività per il 2020 è cominciata in questi giorni al Ttg di Rimini, proseguirà nelle prossime settimane e la massima concentrazione di iniziative e fiere è in programma tra gennaio e marzo. L’ideale sarebbe che Forlì avesse un piano di voli entro febbraio, in modo che ci sia la possibilità di promuoverlo in vista della successiva stagione turistica. I tempi sono stretti, ma correndo possiamo farcela».

Le piace l’idea di intitolare lo scalo a Pellegrino Artusi?
«Quella sul nome non è una discussione che mi appassiona. L’importante è che l’aeroporto torni a funzionare».

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?