Un aereo atterrato al Ridolfi: non si vola più dal 2013. A sinistra, il sottosegretario agli Interni Stefano Candiani
Un aereo atterrato al Ridolfi: non si vola più dal 2013. A sinistra, il sottosegretario agli Interni Stefano Candiani

Forlì, 10 aprile 2019 - «Ero al corrente delle problematiche di Fa srl. I soci me ne avevano parlato prima che uscissero le notizie sulla stampa. Per questo mi sono attivato, scrivendo al sottosegretario agli Interni, Stefano Candiani». Questa la mossa decisa dal sindaco Davide Drei e resa nota dal primo cittadino. A Forlì era venuto a gennaio il leghista Nicola Molteni, dello stesso ministero, ma «Candiani ha la delega ai vigili del fuoco», ha aggiunto. L’attribuzione dei pompieri all’aeroporto Ridolfi è proprio uno degli elementi che avrebbe bloccato l’iter e la conseguente riapertura – annunciata nei mesi estivi – dello scalo forlivese.

Ieri il sindaco ha dunque inviato una comunicazione al sottosegretario leghista, visto che «la mancata attivazione del servizio antincendio garantito dei vigili del fuoco non permette di dare corso agli accordi presi per far ripartire l’aeroporto». Al sottosegretario «ho manifestato la mia estrema preoccupazione per il ritardo, chiedendo un immediato intervento e di renderci consapevoli di tempi necessari per poter riaprire il presidio». Visto l’ok dato dal Ministero dei Trasporti al bando che ha assegnato la gestione a Fa srl, «è evidente l’interesse pubblico dello Stato sull’aeroporto Ridolfi». Ridolfi che dunque «ha tutto il diritto, come gli altri aeroporti italiani, di avere il suo servizio antincendio». Drei ribadisce di aver chiesto al rappresentante di governo «un immediato intervento e di riceverci. Il progetto di riapertura dello scalo ha un interesse evidente per la nostra collettività».

Il comune, utilizzando 50mila euro dell’avanzo di bilancio, aprirà un info-point all’interno dello scalo di via Seganti. «Sarà l’amministrazione a farsi carico della funzione di promozione del territorio e di presentazione dello stesso a chi arriverà a Forlì», continua. Di chi è, in soldoni, la colpa di questi ritardi? Fa srl incolpa le articolazioni statali, mentre il sottosegretario leghista Jacopo Morrone dice che sono gli imprenditori a non aver presentato tutta la documentazione necessaria. «Usciamo da questa logica dello scaricabarile perché Forlì non ha bisogno di questo. La società deve fare i passaggi necessari, così come lo Stato deve garantire determinate cose». Insomma, ognuno faccia la sua parte, «perché per ripartire occorre una convergenza».