Robert Halcombe, 'padrone' dell’aeroporto
Robert Halcombe, 'padrone' dell’aeroporto

Forlì, 7 luglio 2015 - Obiettivo Scandinavia. Questa l’intenzione che dichiara la società Air Romagna nella sua pagina Wikipedia (https://en.m.wikipedia.org/wiki/Forli_Airport) nella parte dedicata alle destinazioni. Quindi Robert Halcombe e soci puntano, sembra con charter, al mercato di Svezia, Finlandia e Norvegia e, si legge nella pagina, ai successivi «collegamenti con i mercati del Nord America». Quando si partirà? Ecco il grande dubbio, perché chi sta seguendo da vicino le questioni dell’aeroporto Ridolfi racconta che non sarebbero in programma voli passeggeri prima della primavera del prossimo anno. Questa, insomma, sarà ancora la fase della programmazione. Affidata a chi? Ecco la seconda notizia. A una vecchia conoscenza dello scalo, Rodolfo Vezzelli.

Sarà il manager, già direttore generale della precedente società di gestione (poi fallita), Seaf, ad avere un ruolo di primo piano nella nuova compagine. Vezzelli – che di Seaf fu uno degli uomini chiave durante l’era Rusticali – prenderebbe il posto dell’accountable manager Sandro Gasparrini.

Da dove nasce il legame di Halcombe con Vezzelli? Dal fatto che l’imprenditore americano è socio con i riminesi Simone Vezzelli (parente di Rodolfo) e Giacomo Maioli in Aviacom srl, che ha il 92% delle quote di Air Romagna. Vezzelli incontrerà i sindacati, che da tempo chiedono rassicurazioni e punti fermi sul futuro dei lavoratori del Ridolfi, giovedì. A fine mese invece il manager – che sta chiudendo in questi giorni la sua avventura professionale con l’aeroporto Fellini di Rimini – dovrebbe incontrare il mondo istituzionale (della sua nomina, tra le altre cose, sarebbero all’oscuro i soci di minoranza di Halcombe in Air Romagna, Calisto Maurilli e Armando Di Girolamo).

Ci sono poi le istituzioni, che guardano con interesse – e preoccupazione – a quanto succede in via Seganti. Dal parlamentare del Pd Marco Di Maio, al Comune fino alla Fondazione Carisp in tanti hanno posto le basi perché l’attività del Ridolfi potesse ripartire in questi mesi. Cosa che non è ancora avvenuta.

E ogni quota di mercato persa in questi anni con l’aeroporto chiuso, dovrà essere recuperata. Più si aspetta e maggiori saranno le difficoltà. «L’obiettivo primario – si legge sempre sulla pagina Wikipedia del gestore – è quello di ristrutturare le operazioni di aviazione generale (il funzionamento complessivo dell’infrastruttura, ndr) e di traffico charter».