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17 apr 2022

Alla ricerca della propria identità sessuale

17 apr 2022
simonetta
Cronaca

Simonetta

Giunchi *

È importante fare un distinguo. Nella mia risposta parlerò di ossessione, non di omosessualità. L’omosessualità ormai non è più considerata un disturbo, una malattia o una perversione: il 17 maggio del 1990 viene definitivamente eliminata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

L’ossessione per qualsiasi cosa, compreso l’orientamento sessuale, può essere un sintomo di nevrosi. Cos’è la nevrosi? É un conflitto interiore tra due parti di Sè, l’una che sente una cosa, e l’altra parte che la ritiene inaccettabile o impossibile. Se la persona non individua il conflitto che sta vivendo dentro di sé e non arriva a una soluzione, la tensione che esso produce, ovvero l’ansia o l’angoscia che scatena, fa spostare fuori dal Sè quel conflitto, producendo una fobia o un pensiero.

L’ossessività aumenta in misura tanto maggiore quanto più intensa è la portata dell’angoscia. Diciamo che il sintomo nevrotico è l’escamotage che trova la psiche per risolvere temporaneamente l’angoscia interna scatenata dal conflitto, ma è una soluzione scomoda oltre che immatura, perché è falsa ovvero non è una reale soluzione. Per evitare il pensiero ossessivo che tende a sequestrare la mente in maniera sempre più pervasiva mano a mano che il conflitto perdura dentro di noi, occorre armarsi di pazienza per scovarlo. Come si fa? È meglio affidarsi alla guida di una persona esperta in fatti psichici inconsci, perché di inconscio si parla quando parliamo di difese nevrotiche. E l’inconscio esiste proprio per non portare alla nostra coscienza fatti o pensieri che sentiamo molto scomodi perché ci fanno sentire tanta paura e tanta rabbia o tanto odio e tanta frustrazione.

Nella mia esperienza le persone mi riportano sempre più frequentemente sintomi legati al pensiero ruminante e ossessivo, anche compulsivo. Molte giovani donne manifestano la sua stessa paura di essere lesbiche. Paure, a mio avviso, anche alimentate dai media che enfatizzano atteggiamenti omosessuali a puro scopo pubblicitario. Certamente il femminile non è più quello di una volta e nella complessità delle manifestazioni e delle libertà anche sessuali che si possono abbracciare, una donna di oggi con una identità ancora da definire e una personalità insicura può incontrare ragionevolmente dei dubbi. È legittimo. Oggi sapere ascoltare se stesse è la chiave vincente per vivere questa complessità e sentirsi libere.

Consiglio di vedere ‘In e Out’, un vecchio film commedia con Kevin Kline.

* psicologa e psicoterapeuta

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