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8 apr 2022

Artigiani nel mirino delle gang criminali

Depredata la ditta di un fabbro e un’autofficina, sventato invece (grazie all’allarme elettronico) l’attacco a una tipografia

Ancora una volta furti multipli a Modigliana. E la polemica e la rabbia corrono sui social. Nella notte di mercoledì è stata presa di mira la zona produttiva di via Tito Livio: due gli artigiani derubati, mentre un tipografo s’è salvato grazie all’allarme (che gli altri non avevano). Il sindaco Jader Dardi e l’assessore alla sanità e al sociale, Giuseppe Travaglini, hanno espresso totale solidarietà ai titolari delle imprese: "Purtroppo sono sempre più frequenti le notizie di furti nelle case e nelle aziende, dobbiamo porre tutti la massima attenzione e non esitare a segnalare ai carabinieri movimenti o situazioni sospette".

Gabriele Pezzi, 41anni, fabbro figlio d’arte, è il più danneggiato; s’è accorto all’apertura ieri mattina dell’assalto. Bottino: tre saldatrici, il computer, un pesante generatore di corrente collocato nel soppalco, numerosi trapani e flessibili; più la cassaforte sfondata (prelevati mille euro). Il tutto è poi stato trasferito nel suo camioncino Ford, anch’esso rubato. Pezzi abita in campagna e la casa gli è già stata razziata due volte negli anni scorsi: "Il valore della refurtiva potrebbe essere dai 30 ai 40mila euro, poi ci sono i costi dei danni e dell’allarme da installare, che ad oggi non saprei valutare. Sul cancello ho appeso il foglio ‘Chiuso. Si riapre appena possibile’, anche se subito ho pensato seriamente di smettere, ma ci voglio ragionare a mente fredda".

L’altro artigiano colpito dal raid dei ladri è Stefano Samorì, 56enne, titolare di un’officina meccanica con quattro dipendenti, ex poliziotto di pubblica sicurezza, che si è accorto del furto all’apertura, verso le 6.30: una porta antipanico era stata forzata col piede di porco.

Graziano Fabbri, 58 anni, titolare della Litotipografia omonima, è presidente del Confartigianato della valle del Tramazzo: "All’una circa di mercoledì notte è suonato l’allarme della tipografia, abitando sopra con la mia famiglia sono subito sceso. Ho verificato che le porte fossero chiuse e dopo un’occhiata fuori sono rientrato rassicurato per non aver notato nulla di strano".

"Dopo la pandemia – sottolinea Fabbri –, ora la guerra; i costi aumentano sempre, e ora pure i ladri: ormai impossibile gestire un’azienda. Il sindaco ha promesso che farà installare una telecamera all’ingresso della zona artigianale. Ai due derubati, miei iscritti, esprimo la vicinanza dell’associazione, e lì esorto a non mollare, anche se il danno è notevole". Per Biondi "quando si colpisce la casa ed il posto di lavoro di un artigiano si ledono principi imprescindibili di libertà e di vita. Occorre fermezza e leggi più severe, che proteggano la vita privata".

Il capogruppo consiliare del centrodestra, Chiara Bonfante, ricorda che "il consiglio comunale deliberò lo scorso anno di affidare l’installazione delle telecamere di videosorveglianza a un’azienda con la custodia e l’illuminazione pubblica e dei monumenti, con l’impegno, entro due anni, di eseguire tutte le opere. L’affidamento però non è stato ancora firmato per problemi legati a pendenze amministrative della ditta. Lo scorso anno la prefettura negò i finanziamenti destinati alla sorveglianza richiesti dal Comune, per mancanza di casistica. Per questo consiglio di denunciare qualunque furto anche di valore minimo. I cittadini devono imparare a fidarsi della giustizia, che però deve rispondere maggiormente alle loro esigenze".

Giancarlo Aulizio

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