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6 giu 2022

Bertinoro-Capo Nord in moto: "Un regalo"

Franco Ferrini, 62 anni, ha percorso 11mila km per realizzare il desiderio che aveva da bambino "e come dono per la pensione"

6 giu 2022
quinto cappelli
Cronaca

di Quinto Cappelli

"Fin da quando ero bambino a Premilcuore sognavo di arrivare un giorno con la moto a Capo Nord. Ora che il sogno si è avverato, non mi pare ancora vero". Franco Ferrini, il sogno l’ha realizzato percorrendo 11mila chilometri da Capocolle di Bertinoro fino a Capo Nord, con la sua amata moto Bmw gs 1200 adventur del 2012, dall’11 al 26 maggio. Racconta: "Dovevo partire con due amici, ma all’ultimo momento, per diverse cause, sono rimasto solo. Mia moglie e i miei figli sarebbero stati più contenti se non fossi partito, ma questo viaggio lo desideravo da una vita. Così mi sono fatto il regalo della pensione". Ferrini, 62 anni, 40 dei quali trascorsi prima tra Rocca San Casciano e Premilcuore come meccanico e poi nel corpo della Polizia municipale prima di Cesenatico e poi di Cesena, è sposato con Mirka, dal cui matrimonio sono nati Jhonata, in polizia a Rocca e ora a Forlì e Jacopo che lavora a Cesena.

Franco Ferrini, da Capocolle di Bertinoro a Capo Nord. Quali sono state le tappe di questo viaggio?

"Sono partito da Capocolle, poi il Brennero fino in Austria. Dopo sono passato dalla foresta nera in Germania per arrivare in Danimarca (attraversando il ponte da Copenaghen a Malmo), Svezia, Norvegia (precisamente a Oslo). Lì ho fatto un giro attorno ai fiordi passando per diversi tunnel (uno era lungo ben 38 chilometri). Poi ho preso il traghetto per le isole Lofoten e infine la mitica Nordkap. Lì ho portato anche un berretto dell’Asaps di Giordano Biserni. Per il ritorno sono passato dalla Finlandia, fermandomi nella casa-villaggio di Babbo Natale. Poi sono arrivato a Helsinki, ho traghetto per Tallinn (Estonia), Riga (Lettonia), Kaunas (Lituania), Varsavia, Vienna , Monviso, Udine per poi fare ritorno a Capocolle".

Ha sofferto di solitudini da solo?

"All’andata pensavo di arrivare il prima possibile per realizzare il sogno. Al ritorno non vedevo l’ora di essere a casa per raccontare tutto a mia moglie, ai miei figli e agli amici, fra cui il mio ex comandante Grippo Ernesto, con cui ci telefonavamo quasi tutti i giorni".

La principale difficoltà?

"Ho incontrato tanta pioggia e tanta neve, superate dalla forza del mio sogno. Tantissime persone si sono incontrate con me. Così ho conosciuto costumi, tradizioni e culture di vari Paesi nordici."

Com’è nato questo sogno?

"Da ragazzo abitavo a Premilcuore e avevo come motorino un Fantic 48 Malaguti della Gilera, che mi aveva passato Valerio, mio fratello maggiore. I più grandi ci dicevano sempre: ‘Non diventerai veramente grande finché non arriverai a Capo Nord’. Da quel momento ho cullato questo desiderio per tutta la vita".

Ora è diventato grande?

"Questo non lo so. Di sicuro sono contento di aver provato emozioni, sensazioni ed esperienze mai provate prima".

Che tipo di emozioni?

"Tante e indescrivibili, di quelle che non si comprano al supermercato. Lunghe molto più degli 11mila chilometri macinati durante questo viaggio".

L’emozione più forte e segreta?

"Poter ammirare il sole a mezzanotte".

La prossima impresa?

"Convincere mia moglie a salire sulla moto e portarla in una meta che non posso rivelare, perché le voglio far provare le emozioni che ho provato io".

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