Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
14 apr 2020

Casa di riposo Zangheri Forlì, è polemica sulle cure

Le famiglie: "Non sappiamo nulla". La casa di riposo: "Massima qualità, ma siamo travolti". Assunti 13 operatori

14 apr 2020
matteo bondi
Cronaca
A fianco, Eugenia Zamagni intervistata dalla Rai. Dall’alto a sinistra in senso orario: Luisa Biscaglia, Maria Grazia Creta, Giancarlo Giusti e Marirosa Stragliotto (Frasca)
Eugenia Zamagni intervistata dalla Rai
A fianco, Eugenia Zamagni intervistata dalla Rai. Dall’alto a sinistra in senso orario: Luisa Biscaglia, Maria Grazia Creta, Giancarlo Giusti e Marirosa Stragliotto (Frasca)
Eugenia Zamagni intervistata dalla Rai

Forlì, 14 aprile 2020 - Si sono dati appuntamento davanti all’ingresso della Casa di riposo ‘Pietro Zangheri’ di Forlì, pur mantenendo le opportune distanze: sono i familiari di alcuni ospiti ricoverati all’interno dei vari padiglioni e che da giorni non riescono ad avere notizie dei loro cari. Hanno provato a suonare al campanello della struttura, ma nessuna risposta dall’interno.
"Non è una novità - afferma Luisa Biscaglia –. Telefoniamo più volte al giorno, ma spesso non rispondono e quando rispondono hanno sempre da fare, come è comprensibile, ma noi rimaniamo con il dubbio di cosa stia succedendo dentro. Non è possibile che la direzione non comunichi cosa stia accadendo, come intendano dividere gli ospiti, che servizio ricevono comunque i nostri cari".
 

La preoccupazione non è solo sulle condizioni dei parenti riguardo al Coronavirus, ma proprio sulla gestione della struttura. "Hanno creato i reparti Covid – spiega Eugenia Zamagni –, hanno detto che avrebbero spostato mia mamma che era ospitata al secondo piano perché non positiva. Ma non so dove sia ora, se l’abbiano effettivamente spostata". La Zangheri non ha un centralino e le telefonate vengono gestite dal personale dei vari piani. Recentemente è stato attivato un servizio di videochiamate.

"L’unica comunicazione ufficiale che ci è arrivata – spiega Giancarlo Giusti – è stata quella di lunedì 6, che ci avvisava che erano disponibili le videochiamate. Peccato che se provi a prenotarle ti rimandino ad almeno la settimana dopo, se non oltre". Per fare una prova ha cercato di prenotare attraverso lo smartphone e la prima data utile è risultata essere il 22 aprile.
 

"Io ero qua tutti i giorni – spiega Marirosa Stragliotto –, prima che venisse tutto chiuso per l’emergenza ormai un mese fa. Adesso non so se mia madre sia stata lavata, alzata, accudita. Come possono fare tutto quello che comunque facevamo noi adesso che sono anche in meno? Le operatrici sono brave, ma sono poche. Siamo preoccupati che siano solo allettati e che, se non il virus, ci pensi l’inattività a portarceli via".

La frustrazione dei parenti – presente ieri anche l’ex assessore Maria Grazia Creta, la cui madre è ospite della struttura – è evidente e c’è anche l’imbarazzo di disturbare coloro che stanno accudendo i propri cari. "Io non dormo da giorni – continua la Stragliotto –, non ci viene nemmeno spiegato come possa il virus essere arrivato nel reparto dei non autosufficienti. Il medico del reparto aveva detto di chiudere tutto, proprio per salvarli, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Il portone è rimasto aperto fino a martedì scorso e gli anziani giravano da un reparto all’altro, oltre, naturalmente agli operatori. Cosa è successo? E come li curano?".
"Se chiamiamo – spiega infine Luisa Biscaglia –, lo facciamo solo per sapere come stanno i nostri cari. Non vorremmo disturbare, ma non abbiamo proprio notizie. Vorremmo che la direzione ci informasse, ci dicesse cosa succede. Non sapere è peggio".

La casa di riposo: "Assunti 13 oepratori in più"

"Ad oggi sono stati assunti 13 operatori in più". La presidente della Casa di riposo ‘Pietro Zangheri’ di Forlì, Wilma Vernocchi, comunica la mossa per "fare fronte a questo momento angoscioso di pandemia e di estreme difficoltà". La direzione della Zangheri rivendica anche di "aver applicato tutte le disposizioni ministeriali, regionali, dell’azienda Usl territoriale» e di continuare "con attenzione a seguire le indicazioni specifiche provenienti del distretto socio-sanitario Ausl". Il nuovo personale serve in modo particolare per l’isolamento degli anziani positivi al Covid-19, con la predisposizione di "appositi nuclei per i quali dovrà essere identificato personale sociosanitario ed infermieristico dedicato".
L’ente ci tiene a precisare che "per il supporto psicologico è stata incaricata una libera professionista che è operativa anche nei giorni festivi".

La direzione torna poi sulla questione della comunicazione dei dati relativi alla salute degli ospiti, della quale si sono già lamentati diversi parenti: "Gli ospiti hanno il loro medico di base convenzionato con l’Ausl, che è l’unica figura che può dare informazioni sanitarie ai nostri assistiti e alle loro famiglie. I coordinatori di struttura, ci teniamo a precisarlo, sono esclusivamente figure assistenziali e non sanitarie e che, per obblighi di legge, non sono autorizzati a comunicare i dati sanitari, in quanto dati sensibili".

Per quanto riguarda la sicurezza del personale "sono in atto gli esami del sangue, screening cromatografico agli operatori della struttura e viene loro regolarmente controllata, all’entrata del servizio, la temperatura con il termometro laser".

La Zangheri prova a tranquillizzare: "Ci teniamo a rassicurare i familiari che i loro cari sono amorevolmente assistiti come e ancora di più di come è stato sempre fatto fino ad oggi, mantenendo, seppur con grandi sforzi, gli standard alti e riconosciuti di questa struttura. Tutti i dipendenti, dalla direzione agli operatori, pur trovandosi travolti da questa emergenza, sono impegnati ad affrontare questo preoccupante momento svolgendo le proprie mansioni con ancora più attenzione e amore. Comprendiamo pienamente i forti disagi che possono provare gli ospiti e gli stessi familiari per l’impossibilità di incontrarsi, ma possiamo confermare che il personale operativo all’interno dei diversi reparti, dedica generosa attenzione agli anziani. Per evitare qualsiasi contatto fra i nostri ospiti, il nostro personale serve i pasti in camera aiutando chi si trova in difficoltà. Tutto il personale, compatibilmente con il grande carico di lavoro che deve sobbarcarsi, è disponibile a rispondere alle richieste dei familiari ai quali vogliamo assicurare la massima disponibilità e trasparenza".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?