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1 lug 2022
1 lug 2022

Castrocaro, un altro asso: il Sangiovese

Il consorzio Castrumcari e sei produttori pronti a valorizzare l’importanza della ‘sottozona’ riconosciuta per il rosso romagnolo

1 lug 2022
I produttori vinicoli con il sindaco Francesco Billi e il vicepresidente di Castrumcari Luigi Barilari
I produttori vinicoli con il sindaco Francesco Billi e il vicepresidente di Castrumcari Luigi Barilari
I produttori vinicoli con il sindaco Francesco Billi e il vicepresidente di Castrumcari Luigi Barilari
I produttori vinicoli con il sindaco Francesco Billi e il vicepresidente di Castrumcari Luigi Barilari
I produttori vinicoli con il sindaco Francesco Billi e il vicepresidente di Castrumcari Luigi Barilari
I produttori vinicoli con il sindaco Francesco Billi e il vicepresidente di Castrumcari Luigi Barilari

Raccontare la storia di un territorio attraverso un calice di vino, valorizzare il turismo mediante la promozione di un’eccellenza locale: sono gli obiettivi sottesi all’accordo siglato tra il consorzio Castrumcari e le sei cantine della ‘sottozona’ di Castrocaro, una delle sedici aree in cui è ‘mappata’ la Romagna del Sangiovese. Un territorio esteso in cui vini e cantine sono elementi identitari, al pari dei vari gioielli storici, artistici e architettonici. Zone vocate alla produzione dei nettari di Bacco, tra loro profondamente differenti, sia per l’altitudine, variabile tra i 70 metri sul livello del mare di Terra del Sole, dove sono prodotte le bottiglie della Tenuta Pennita e di Poggio della Dogana, ai 250 di Bagnolo, terra d’origine dei vini delle cantine Marta Valpiani e Villa Bagnolo, di Sadurano, culla di Fiorentini Vini, e Dovadola con la Corte San Ruffillo, sia per le diverse sfaccettature geologiche, rese peculiari dallo spungone e allo stesso tempo difformi per profondità dei terreni argillosi, per la presenza di sabbia o ferro, e ancora dello straordinario patrimonio naturale rappresentato dalle acque salsobromoiodiche.

"Caratteristiche che potrebbero far pensare ai vini di Castrocaro come molto diversi fra loro – dice il sommelier Vitaliano Marchi –. Invece i Sangiovese di questa zona sono legati da un filo comune, quello dell’eleganza e della sapidità che li rende saporiti, di grande bevibilità e particolarmente adatti a numerosi abbinamenti gastronomici. I profumi sono complessi e intriganti, con un tratto floreale tipico, i tannini sono ben integrati nella struttura senza tendere a dominarla". Perle da mettere in vetrina alla stregua di quanto fatto da Castrumcari nel recente passato con altre risorse, ad esempio la Romagna dello Spungone, esaltata "attraverso la narrazione della peculiarità territoriale, la proposta di esperienze slow, visite alle rocche, eventi del gusto", spiega Luigi Barilari, vicepresidente del consorzio di promozione turistica, che già ha tenuto a battesimo "il legame indissolubile e armonioso tra vino e territorio" attraverso l’ideazione di itinerari, esperienze su due ruote e trekking coinvolgendo le cantine.

Iniziative che godono del pieno sostegno istituzionale, come confermato da Mauro Maraldi, consigliere comunale con delega alle attività agricole, e dallo stesso primo cittadino. "La sottozona è un riconoscimento d’eccellenza per il quale la nostra comunità deve essere orgogliosa – la ‘benedizione’ del neo sindaco Francesco Billi –. L’Amministrazione ha intenzione di consolidare i rapporti con le cantine che attraverso esperienza, artigianalità e professionalità partecipano a valorizzare l’identità di un territorio che ha tanto da raccontare in termini di tradizione, cultura e competenza enogastronomica".

Francesca Miccoli

© Riproduzione riservata

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