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19 apr 2022

"C’è una luce in questi tempi bui"

Il messaggio del vescovo Corazza nella veglia pasquale: "Non siamo rassegnati, Gesù ci vuole vivi"

Sono centinaia i forlivesi che dopo due anni di restrizioni per la pandemia sono tornati ad assistere in presenza ai riti pasquali. In Duomo la notte di Pasqua il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, ha celebrato la veglia, dove ha detto: "Dal Cristo risorto riceviamo una missione da compiere. Uscire e correre! Usciamo dalla paura che uccide la speranza e corriamo incontro all’umanità ad annunciare a tutti che Cristo è risorto, anche se dobbiamo fare i conti con le paure e l’indifferenza di tanti. Anche con le nostre".

Rivolgendosi ai fedeli presenti in Cattedrale, il vescovo ha poi ricordato che "c’è tanta notte anche nella nostra vita. In questi tempi, in particolare, c’è tanto buio e sembra che non ne usciamo" ma ha subito sottolineato che "se siamo qui, non è per confermare che c’è il male nel mondo, che c’è la folle ricerca della distruzione e dell’autodistruzione. Questa nostra celebrazione non è un convegno per rassegnati. Questa è l’assemblea di coloro che desiderano trovare una direzione per la propria vita dentro a questo buio, che cercano una luce dentro a questo buio". E ricordando il vangelo di Giovanni, dove è Maria di Magdala che corre ad avvisare i discepoli, chiusi nel cenacolo stanchi e rassegnati, che Gesù è risorto, ha aggiunto: "Anche oggi corre da ciascuno di noi e ci costringe ad uscire dalle nostre paure che ci fanno trattenere il respiro. Gesù è vivo e ci vuole vivi".

La veglia, come vuole la tradizione ripresa dopo la pandemia, era iniziata fuori dal Duomo, con la benedizione del fuoco da cui è stato acceso il cero pasquale, simbolo della luce di Cristo, con il quale il vescovo è poi entrato nella chiesa completamente buia e dove erano in attesa i fedeli. Sul contrasto fra il buio della notte e la luce mons. Corazza ha poi insistito, ricordando che "è notte fonda, ma già accendiamo la luce. Siamo venuti qui per incontrare un Dio vivo, che illumina le nostre notti con la luce del suo amore. Siamo qui per trovare una presenza. La sua presenza è la nostra unica speranza. C’è bisogno di credere nella luce di Cristo, l’unica che unisce e non divide, porta pace e non macerie".

Con il vescovo hanno concelebrato la messa il vicario generale della diocesi, don Enrico Casadei, e il parroco del Centro storico, don Antonino Nicotra, che al termine ha ringraziato coloro che si sono adoperati per la preparazione della cerimonia, il coro, il servizio liturgico e gli scout.

Alessandro Rondoni

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