Anna con i suoi familiari più stretti, il vescovo Corazza e l’ex sindaco Drei (Salieri)
Anna con i suoi familiari più stretti, il vescovo Corazza e l’ex sindaco Drei (Salieri)

Forlì, 6 luglio 2019 - Ha spento 113 candeline in primavera, per la precisione il 22 marzo scorso. Anna Benericetti – nata a Brisighella, ma residente a Forlì dal 1963 – all’epoca era la quarta persona più longeva del nostro Paese. Il mese prima ne aveva compiuti altrettanti la signora Guerina Amedei di Meldola che però è venuta a mancare subito dopo, ai primi di marzo. Oggi Anna detiene il record assoluto ed è lei la decana d’Italia. A darne notizia su Facebook è l’ex sindaco Davide Drei che scrive: «Ho saputo oggi che la signora Anna che ho salutato lo scorso 22 marzo assieme ai familiari come nonna di Forlì con i suoi 113 anni, da qualche giorno è anche decana d’Italia, ovvero la persona più longeva dell’intero Paese. Ne sono felice, per lei e per la sua bellissima famiglia. Complimenti alla forlivese Anna, nonna d’Italia, per l’importante traguardo raggiunto. Ma complimenti anche a Forlì, città dei servizi universalistici di cura alla persone, città amica delle famiglie qualunque esse siano, città a misura delle donne e degli uomini che la abitano. Quando fate le classifiche sulla qualità della vita, aggiungete anche questo». 

Una classifica delle persone più anziane è stilata dal portale ‘Supercentenari d’Italia’ che tiene costantemente monitorata la situazione. «L’attuale decana d’Italia – si legge sul sito – è Anna Benericetti di anni 113, nata il 22 marzo 1906 e residente a Forlì. Il decano è invece Salvatore Cavallo di anni 110, nato il 16 maggio 1909 e residente a Torino». Di recente infatti sono venute a mancare, oltre a Guerina Amedei di Meldola, che aveva 113 anni e 29 giorni, anche Diega Cammalleri di Canicattì (Agrigento) di 113 anni e 235 giorni e Maria Giuseppina Robucci di Poggio Imperiale (Foggia) di 116 anni e 90 giorni. Pertanto il record assoluto di longevità è detenuto ora proprio dalla signora Benericetti.
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Nata il 22 marzo 1906 a Brisighella, Anna Benericetti vive a Forlì da più di mezzo secolo, assieme alla figlia Marta Cimatti e al genero Antonio Boattini che la coccolano, l’accarezzano e la rendono partecipe della vita familiare oltre a coinvolgerla in opportuni movimenti fisici necessari per mantenere sano il corpo. La signora Anna, nonostante gli acciacchi tipici dell’età come vista, udito, frattura del femore e successivo utilizzo della sedia a rotelle, ha visto pochissime volte il medico nel corso della sua lunga esistenza, se non per controlli di routine.

La vita di Anna Benericetti è stata semplice e dedita al lavoro dei campi, ad accudire gli animali, a filare e tessere la tela e, dopo il trasferimento a Forlì nel 1963, ha potuto dedicarsi interamente alla cura della famiglia. Durante l’infanzia, Anna ha frequentato, per alcuni anni, le scuole elementari, non senza difficoltà quando, dopo il trasloco della famiglia a Montecchio, doveva percorrere a piedi strade con calanchi per recarsi a scuola. Ciò che la 113enne ricorda della sua giovinezza sono i rapporti coi vicini di casa, i racconti, l’aiuto reciproco, le feste durante la mietitura del grano: una situazione di fraterna e gioiosa amicizia di cui oggi purtroppo si son perse le tracce.

Una vita, la sua, condotta con affettuosa dedizione e disponibilità verso gli altri, come, ad esempio, quando nel 1928 sposò Cesare Cimatti sapendo di dover accudire totalmente il suocero paralizzato. E poi il triste periodo della seconda guerra mondiale, quando il marito fu chiamato a combattere per tre anni in Jugoslavia, lasciando a casa la moglie e tre figli. La quarta figlia, Marta, è nata dopo il ritorno in patria del padre. Ed è stata poi proprio Marta a seguire le orme della madre scegliendo di formare un’unica famiglia col marito Antonio, la mamma Anna e il babbo Cesare oggi scomparso.

«La mia mamma è per noi un dono», ripete continuamente la figlia Marta. La signora Anna conta su un’ampia cerchia di familiari che la amano: oltre ai 4 figli Chiara, Giovanni, Franco e Marta, è e coccolata dagli 8 nipoti Italo, Mirella, Maria Rita, Damiano, Manuela, Valerio, Roberto e Annalisa e da 14 pronipoti. L’essere diventata la nonna d’Italia non ha modificato le sue abitudini: anche ieri Anna appariva sorridente come sempre, ascoltava la messe alla radio e alla televisione grazie alle cuffie amplificatrici. Comunica poco ma capisce ciò che le viene detto e ripete un affettuosissimo e sorridente grazie a chi la saluta o le fa i complimenti per ciò che rappresenta nella vita dei suoi cari e dei conoscenti. Solo pochi mesi fa, il 22 marzo, era stata festeggiata in grande stile dalla famiglia alla presenza del vescovo Livio Corazza e dell’allora sindaco Drei. E’ stata oggetto anche di esami specifici da parte del dipartimento di Patologia sperimentale di Bologna.