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17 apr 2022

Cippi della Resistenza vandalizzati "E noi li ricostruiremo sempre"

Santa Sofia, il sindaco Valbonesi ribatte ai nuovi casi di danneggiamenti: l’ultimo a Val di Covile, parzialmente asportata la targa che ricorda il partigiano Ermete Casadio. "L’accaduto sarà denunciato"

oscar bandini
Cronaca
L’inaugurazione del restauro del monumento per i 12 partigiani uccisi a Biserno
L’inaugurazione del restauro del monumento per i 12 partigiani uccisi a Biserno
L’inaugurazione del restauro del monumento per i 12 partigiani uccisi a Biserno

di Oscar Bandini

Nei Comuni dell’alto Bidente sono in programma diverse manifestazioni per celebrare il 77° anniversario della Liberazione avvenuta il 25 aprile 1945, ma i vandali contro i segni della lotta antifascista sono sempre in agguato. "Lo dico senza enfasi, ma con nettezza: il Comune di Santa Sofia non dimenticherà mai la Resistenza e tutte le volte che verrà deturpato un simbolo che ricorda quei fatti noi lo rimetteremo a posto, lo ricostruiremo più grande e più bello di prima. E così faremo nei prossimi giorni".

Con queste parole si è espresso il sindaco di Santa Sofia, Daniele Valbonesi, dopo aver appreso che a Val di Covile (in pieno Parco nazionale), dove il 13 aprile del 1944 perse la vita il diciannovenne partigiano ravennate Ermete Casadio, i volontari dell’Anpi impegnati in vista del 25 aprile hanno scoperto che la targa del cippo che ricorda il giovane partigiano Casadio era stata parzialmente asportata. "L’accaduto sarà prontamente denunciato – aggiunge il primo cittadino –, come merita un reato al ricordo di un uomo che ha dato la vita per la libertà e per un mondo in cui prevalesse la democrazia e non la dittatura".

Purtroppo il vandalismo nei confronti dei cippi e dei monumenti che ricordano il sacrificio di tanti giovani partigiani romagnoli, che raggiunsero l’appennino per combattere contro i nazi fascisti a partire dall’autunno del 1943, è un fenomeno che periodicamente si ripete. Così è accaduto quando sono state imbrattate a più riprese le bacheche del ‘Sentiero della libertà’, ideato dal Parco nazionale oltre vent’anni fa in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza di Forlì-Cesena, ma anche al Monte delle Forche, in Comune di Galeata, dove la tabella che ricorda la formazione di primi nuclei partigiani alla Collinaccia viene deturpata di continuo, senza dimenticare l’asportazione delle catene che delimitavano il cippo che ricorda il partigiano Pio Campana ucciso al Passo della Calla. E questi sono solo alcuni esempi.

La sensibilità dimostrata da Comune, Parco, Unione dei Comuni e associazioni come l’Anpi e la Cooperativi reduci combattenti e partigiani, che hanno prima censito e nel corso degli anni salvaguardato le "pietre che ricordano e fanno riflettere", ha fatto sì che nei giorni scorsi sia stato completato e inaugurato il restauro da parte dell’Anpi di Forlì-Cesena e dello Spi Cgil del monumento di Biserno. che ricorda i 12 partigiani che si sacrificarono il 12 aprile 1944 per permettere al resto dell’8ª Brigata Garibaldi di sfuggire all’annientamento. Stessa cosa per quello eseguito sempre di recente da Massimo Conficoni, che ricorda il partigiano Delvis ‘Tom’ Mancini morto in combattimento sulla strada del Carnaio, nella curva vicino a Pianconvento-Monteguidi, il 5 settembre 1944, medaglia d’argento al valor militare.

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