Il laboratorio dei Ris di Parma, anche loro coinvolti nell’indagine
Il laboratorio dei Ris di Parma, anche loro coinvolti nell’indagine

Forlì, 26 novembre 2021 - Una colf infedele ha rubato in sei mesi gioielli a una famiglia di Forlimpopoli per un valore complessivo di 10mila euro. La donna, prima di essere scoperta, ha fatto trasformare il bottino in lingotti d’oro. Si tratta di una 45enne forlivese, incensurata, che è stata scoperta e denunciata dai carabinieri del paese. La responsabile ha ammesso le proprie colpe, senza fornire una motivazione plausibile all’origine del suo comportamento; deve rispondere di furto continuato in abitazione.

La ladra aveva una responsabilità importante: il suo compito infatti era quello di assistere la figlia 17enne invalida di una coppia di forlimpopolesi. Il rapporto di lavoro era iniziato nell’ottobre dello scorso anno. Col passare dei mesi però la ragazza si è accorta della progressiva sparizione di decine di monili in oro, tenuti in un portagioie custodito in un armadio chiuso a chiave nel suo appartamento. Si trattava di oggetti il cui valore non era soltanto economico, visto che rappresentavano dei veri e propri ricordi di famiglia.

La derubata si è accorta della sparizione dei gioielli nel mese di luglio di quest’anno. Il passo successivo è stato quello di rivolgersi ai carabinieri di Forlimpopoli per presentare denuncia. A quel punto i militari, coordinati dal capitano Rossella Capuano, comandante della compagnia di Meldola, hanno iniziato l’attività investigativa, effettuando un sopralluogo nell’abitazione della famiglia (la 17enne vive in un appartamento separato da quello dei genitori).

I carabinieri , non riscontrando alcun segno di effrazione sugli infissi, né tracce riconducibili all’ingresso di ladri, capiscono che l’autore dei furti è qualcuno che ha accesso all’abitazione. I sospettati sono una donna africana che assiste i genitori anziani, conviventi, della denunciante; nonché altre due donne (una straniera) che si occupano delle pulizie domestiche. fino alla 45enne forlivese, che quotidianamente assiste la giovane. I carabinieri partono dal portagioie, inviato ai colleghi del R.I.S. di Parma, alla ricerca di tracce biologiche o dattiloscopiche.

Il secondo filone, quello che ha portato all’identificazione della ladra, è passato attraverso la visita alle attività commerciali che in provincia acquistano oro usato, scoprendo che da ottobre 2020 a aprile di quest’anno la 45enne aveva rivenduto ad alcune di esse i monili. La forlivese, forse a seguito dell’incarico di fiducia ricoperto, era delle quattro la persona sulla quale la famiglia nutriva meno sospetti.

Purtroppo la vittima del furto non potrà tornare in possesso dei gioielli, già trasformati in lingotti dai ‘compro oro’ (ignari dell’origine della merce e completamente estranei all’indagine) ai quali la ladra si era rivolta.