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2 apr 2022

Colpo in parrocchia a Meldola, nel bottino anche due corone

Blitz giovedì sera nella canonica di San Nicolò. I due arredi sacri hanno valore solo simbolico e vengono utilizzati durante la festa della Madonna del Popolo. Razziati 4mila euro più offerte

Da sinistra: don Bruno Xavier, cappellano di origine indiana, e il parroco don Enrico Casadio. A don Bruno sono stati rubati soldi e documenti
Da sinistra: don Bruno Xavier, cappellano di origine indiana, e il parroco don Enrico Casadio. A don Bruno sono stati rubati soldi e documenti
Da sinistra: don Bruno Xavier, cappellano di origine indiana, e il parroco don Enrico Casadio. A don Bruno sono stati rubati soldi e documenti

Oltre 4mila euro in contanti (lo ‘stipendio’ di un sacerdote in questi primi mesi dell’anno), le offerte raccolte in chiesa (importo non quantificabile) e le due corone sacre con le quali si cinge la testa delle statue della Madonna e del bambino Gesù in occasione della festa della patrona, la Madonna del Popolo: in questo caso il valore economico è pressoché nullo, a differenza di quello simbolico e affettivo. È questo il bottino di uno o più ladri la sera di giovedì nella canonica della chiesa di San Nicolò, in via Roma – angolo con via della Rocca – a Meldola.

Un furto avvenuto tra le 20.25 e le 20.50. "Questo perché il diacono – ricostruisce il parroco, don Enrico Casadio – è entrato dall’ingresso del parcheggio, che si trova in un’area interna su via XXIV Maggio, alle 20.25. Giovedì alle 20.30 in chiesa c’era la stazione quaresimale con i bambini di terza elementare, che successivamente, alle 20.50 si sono spostati con le catechiste in canonica per svolgere altre attività". A quell’ora sono state trovate un paio di porte chiuse da qualcuno all’interno della canonica. Porte che, continua don Enrico, "restano sempre aperte". In quei 25 minuti dunque il ladro, entrato da via della Rocca (si presume che abbia fatto scattare la serratura con una tessera), ha messo le mani nelle stanze private dei religiosi, rubando oltre 4mila euro e i documenti a don Bruno Xavier, il cappellano d’origine indiana che affianca don Enrico nella sua attività pastorale.

In un’altra stanza, all’interno di due ceste, erano custodite le due corone sacre che, stando anche agli archivi diocesani, non hanno elementi preziosi. L’autore o gli autori del furto sono poi scappati dalla finestra del bagno, trovata aperta. Si sono salvati i soldi raccolti in queste settimane per l’emergenza Ucraina.

"Il ladro è stato cattivo, ma l’ho già perdonato", ci scherza su don Bruno, che avrebbe utilizzato i soldi rubati per tornare a visitare la sua famiglia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. "Il capitano Capuano ha assicurato il massimo impegno", continua don Enrico, che ieri ha ricevuto la solidarietà del sindaco Roberto Cavallucci e del vescovo di Forlì-Bertinoro, Livio Corazza. "Io e don Bruno diciamo grazie perché nessuno si è fatto male, compreso il ladro – conclude don Enrico –. All’autore o agli autori del furto rivolgo un appello: restituite le due corone utilizzate per la festa della Patrone e almeno i documenti a don Bruno, persona amata e stimata venuta a servire questa comunità e che non meritava quanto accaduto. Fatelo, se avete un po’ di buon cuore".

La scorsa settimana un furto di oggetti e arredi sacri era avvenuto anche in pieno centro a Forlì, nella chiesa di Santa Lucia in corso della Repubblica. In quel caso il ladro era stato arrestato poco dopo e la refurtiva recuperata e riconsegnata alla parrocchia.

Luca Bertaccini

© Riproduzione riservata

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