Comunicazione digitale
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Mattia Quercioli, cesenate, 24 anni appena compiuti, è fondatore e amministratore delegato della startup Mayp Digital, (nella foto: lo staff dell’azienda) specializzata in comunicazione digitale e attualmente incubata dall’acceleratore di imprese innovative Cesenalab. Quercioli, di cosa vi occupate esattamente? "Siamo articolati in due reparti: uno è dedicato allo...

Mattia Quercioli, cesenate, 24 anni appena compiuti, è fondatore e amministratore delegato della startup Mayp Digital, (nella foto: lo staff dell’azienda) specializzata in comunicazione digitale e attualmente incubata dall’acceleratore di imprese innovative Cesenalab.

Quercioli, di cosa vi occupate esattamente?

"Siamo articolati in due reparti: uno è dedicato allo sviluppo di software e applicativi che si fondano su algoritmi capaci di realizzare una comunicazione con l’utenza sempre più personalizzata. Nell’altra sezione curiamo il marketing e la comunicazione di alcune attività del territorio, fra cui - solo per citarne una - la cooperativa sociale Cils".

Quanti dipendenti e collaboratori avete arruolato finora?

"Abbiamo due dipendenti e numerosi collaboratori: nel reparto di sviluppo informatico lavorano attualmente 13 programmatori, in quello del marketing 5 persone. La nostra età media è di 25 anni".

Quali sono le principali difficoltà che un’impresa giovanile si trova ad affrontare?

"Ci avventuriamo in un mercato molto competitivo e dominato da un pregiudizio fortemente negativo nei confronti dei giovani: i più fanno fatica ad ascoltarci, bollandoci come un branco di ‘nerd’ esaltati e sfaticati. Eppure, a seguito dell’emergenza sanitaria, in tanti hanno dovuto ricorrere alle nostre competenze, al nostro know-how, per rimanere in piedi".

Sarebbe potuto andare all’estero come parecchi suoi coetanei. Cosa la spinge a insistere?

"Non ho mai pensato di lasciare l’Italia, neppure in un momento così complicato come questo. Anzi, sono convinto che le crisi siano un’opportunità preziosa per chi si dimostra curioso e sveglio. La pandemia ha innescato una nuova rivoluzione industriale, ci ha fatto comprendere l’importanza della tecnologia nella quotidianità. Mai come ora, dobbiamo essere pronti a gestire un cambiamento così epocale".

m.d.f.