Giacomo Costa, primario di Oculistica all'ospedale di Forlì
Giacomo Costa, primario di Oculistica all'ospedale di Forlì

Forlì, 30 maggio 2020 - "Vorrei tranquillizzare le persone che in questo periodo soffrono di congiuntiviti: se non avete sintomi come febbre e tosse, avere gli occhi arrossati e pruriginosi non vuole dire avere contratto il Covid". Giacomo Costa, primario di Oculistica all’ospedale di Forlì, si è imbattuto nelle ultime settimane in alcuni pazienti che si sono allarmati alla luce di quanto hanno sentito dire.

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Dottor Costa, c’è un legame fra la congiuntivite e il Coronavirus?
"Solo il 5% dei casi di pazienti affetti da Covid presentano anche congiuntiviti. Ne abbiamo esaminati 4-5 anche noi, si trattava di manifestazioni appariscenti ma senza secrezioni, emerse man mano che la patologia diventava più grave. Tuttavia il fastidio agli occhi era modesto, i problemi veri si concentravano nell’apparato respiratorio".

Quindi l’arrossamento e il prurito degli occhi non sono un sintomo del virus?
"No, i sintomi sono altri. Eppure qualcuno teme di aver contratto il Covid perché ha problemi agli occhi. In realtà si tratta di congiuntiviti o allergie stagionali".

Quale consiglio dà a chi si trova in queste condizioni?
"Assumere le terapie standard, come collirio e farmaci antiallergici e antistaminici. Se non c’è alcun miglioramento, dopo almeno un paio di giorni, a quel punto ci si rivolga al medico di base oppure al pronto soccorso oculistico".

E dire che negli ultimi giorni il virus pare sia molto meno presente nel nostro territorio.
"Lo confermo, da diversi giorni non vediamo nuovi casi in ospedale".

Invece le allergie sono nel periodo clou?
"Certo, dipende dalla stagionalità. Si è appena conclusa la fase dei piumini dei pioppi, da ora in avanti soffrono gli allergici alle graminacee e alle parietarie. Tuttavia finora non è stata una primavera delle peggiori, sotto questo punto di vista".

Sfregarsi gli occhi non va mai bene, ma in questo periodo meno ancora. Giusto?
"Sì, bisogna toccarsi gli occhi il meno possibile, perché si creano arrossamenti e si aumenta l’infiammazione. Facendo così, si aumenta la risposta immunologica".