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Irst Meldola, "potremmo curare il cancro con le cellule del paziente"

Via libera europeo a innovative terapie avanzate 

Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 06:47
Per il direttore scientifico dell’Irst-Irccs si tratta di "svolta epocale" (Fantini)

Meldola (Forlì), 1 settembre 2018 - Le nuove possibilità offerte per la cura del cancro? Per Giovanni Martinelli, direttore scientifico dell’Irst-Irccs e tra i massimi esperti in ematologia, "si tratta di una svolta epocale". Questo perché "introduce operativamente un nuovo approccio terapeutico che si va ad aggiungere nell’ambito dell’immunoterapia e delle terapie avanzate in oncologia". In particolare, le terapie "daranno una chance in più a quei pazienti che abbiano esaurito i programmi terapeutici precedenti e che purtroppo si dimostrino resistenti e refrattari alle cure, senza altre possibilità".

Il via libera dato dall’Agenzia europea per i medicinali "non riguarda due prodotti ma è meglio definirle come due ‘procedure’, simili al trapianto di midollo: vengono prelevati i linfociti T dal paziente, successivamente ‘caricati’ con un ‘lentivirus’, simile al virus dell’Hiv ma modificato geneticamente perché non sia tossico, che li prepara ad essere selettivi e armati contro le cellule tumorali. I linfociti vengono infine reinfusi nel paziente, in piccole quantità, e iniziano la loro battaglia contro il cancro in modo molto più potente". Detto che "le potenzialità di questa cura sono notevoli, occorre non sottovalutarne la tollerabilità". 

Altro parere autorevole è quello di Dino Amadori, fondatore e direttore scientifico emerito dell’Irst, oggi alla guida dello Ior, l’Istituto oncologico romagnolo. "Si tratta di una terapia completamente nuova – spiega –. Leucemie e linfomi sono al momento le neoplasie più facili da trattare dal punto di vista immunologico. Per i tumori cosiddetti solidi esiste qualche difficoltà in più, ma non si tratta di un ostacolo insuperabile: nel giro di 3-4 anni anche questa tipologia di malattie potrà essere trattata in maniera adeguata con la medesima tecnica. Anche noi, all’Irst, disponiamo di una cell factory che sta lavorando per produrre questo tipo di terapia, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo: per utilizzare tali farmaci dobbiamo prima assicurarci di poterlo fare in condizioni di estrema sicurezza per il paziente".

La cell factory è un’officina farmaceutica per la produzione di terapie avanzate dove vengono allestiti farmaci per terapie cellulari di tipo autologo, ottenuti cioè da materiale proveniente dal paziente stesso. Quella dell’Irst è accreditata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).  Le tempistiche per la messa in atto della terapia, dice Martinelli, "potrebbero essere rapide ma dipendono da Aifa che dovrà individuare quali centri in Italia siano adeguati alla somministrazione di questo tipo di terapie".

 La struttura meldolese "è un Irccs accreditato dal Ministero della Salute proprio per le terapie avanzate in oncologia come lo sono quelle cellulari. In Irst abbiamo la struttura, il know-how e le competenze per la produzione di terapie di questo genere e, nel giro di qualche anno, potremmo fornire le ematologie degli ospedali del nostro territorio; per questo motivo ritengo che il nostro Istituto possa essere candidabile come centro scelto da Aifa".

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