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10 lug 2022
10 lug 2022

Da Castrocaro a Sanremo Ecco la storia di Matteo

Il 25enne Francalanci è al primo anno di magistrale in geologia a Bologna. Il gruppo è formato dall’ideatore Filippo Cameli e da Filippo Maccarelli

10 lug 2022
La nuova band Dittatvra ha visto la luce nel dicembre del 2019
La nuova band Dittatvra ha visto la luce nel dicembre del 2019
La nuova band Dittatvra ha visto la luce nel dicembre del 2019
La nuova band Dittatvra ha visto la luce nel dicembre del 2019
La nuova band Dittatvra ha visto la luce nel dicembre del 2019
La nuova band Dittatvra ha visto la luce nel dicembre del 2019

Tre giovani di belle speranze, lontani per stili di vita e ambizioni professionali, accomunati dall’amore per la musica. Una passione declinata in maniera differente ma ricondotta magicamente a unità in seno alla band Dittatvra, formazione recentemente ammessa a Sanremo Rock, concorso riservato a cantanti e gruppi emergenti. Il 1° agosto a Cervia i ragazzi si affacceranno sulla vetrina per talenti pronti a spiccare il volo verso le grandi platee.

Nel terzetto, all’occorrenza allargato, anche un giovane universitario castrocarese, il venticinquenne Matteo Francalanci, entrato a far parte del gruppo a lavori in corso. L’insieme, moderno e composito, nasce a Teramo nel 2017 da un’idea di Filippo Cameli, compositore, bassista e cantante, che dà vita assieme agli amici Ferruccio De Sanctis e Andrea Napolitano a un gruppo ‘horror punk’ con testi in italiano.

Nuovi innesti nella band segnano un cambio di genere, che dal punk puro apre a influenze rock, hardcore e metal. Pochi mesi più tardi vede la luce il primo ep, composto da 5 tracce originali e diffuso sulle piattaforme Spotify, Amazon Music e Itunes e l’agenda si infittisce di serate dal vivo. Nel 2018 Filippo si trasferisce a Bologna per studiare e qui incontra Matteo, oggi al primo anno di magistrale in geologia. "Inseguiamo orizzonti diversi: Filippo ha concluso gli studi in lettere e attualmente insegna nelle scuole, a me interessano più le materie scientifiche" spiega il castrocarese.

Diversità che si riflettono anche nell’inclinazione musicale. "Io sono più anni Ottanta, il bassista invece segue l’indie rock e stoner duri. Siamo complementari e ci unisce la voglia di suonare, fare casino, sfogarci". Matteo si è avvicinato alla musica grazie ai genitori. "I miei sono sempre stati grandi ascoltatori, mamma più incline alle sonorità anni Ottanta, papà al rock e alla chitarra". La nuova band vede la luce nel dicembre 2019 ma subisce subito uno stop. "L’emergenza sanitaria ci ha tarpato le ali, per fortuna solo temporaneamente. Lo scorso giugno siamo ripartiti e si è unito a noi il batterista Filippo Maccarelli, che lavora nell’ambito dell’agricoltura da tanti anni ed è una macchina da guerra. Il tassello mancante per definire il nuovo sound e la grinta che ci caratterizza".

A settembre 2021 a Casalecchio la registrazione del demo per Sanremo Rock, "poi abbiamo iniziato a ‘muoverci’, chiamati a suonare a Urbino, Rovigo, ecc". Ora il traguardo prestigioso con l’approdo al concorso nato negli anni Ottanta come costola del Festival della Canzone. Uscito dalla luce della ribalta, il concorso è tornato sotto i riflettori nell’ultimo triennio grazie alla gestione della Nove Eventi. Una vecchia conoscenza all’ombra del Campanone per aver organizzato alcune edizioni del Voci Nuove.

Francesca Miccoli

© Riproduzione riservata

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