Quotidiano Nazionale logo
30 apr 2022

Diffamazione, Turroni condannato

Offese al Comune per il taglio degli alberi. Decreto penale: l’ex senatore dei Verdi dovrà pagare 302 euro

Sauro Turroni (Verdi)
Sauro Turroni (Verdi)
Sauro Turroni (Verdi)

Dovrà pagare una sanzione di 302 euro l’ex senatore dei Verdi Sauro Turroni (foto), ritenuto responsabile "in ripetute occasioni", di aver "offeso la reputazione dell’amministrazione comunale e degli uffici comunali di Forlì". Tanto si legge nel decreto penale di condanna depositato in cancelleria venerdì dello scorsa settimana.

Turroni in un primo momento avevo deciso di impugnare il decreto, cambiando poi idea dopo averne parlato con i suoi legali. La diffamazione rilevata dal giudice è relativa al 19 marzo 2020, quando Turroni scrisse sulla sua pagina Facebook un post riguardante una serie di interventi decisi dal Comune sul taglio di alberi in viale Gramsci e viale Roma.

Nello scritto Turroni riferisce di "violazioni di regolamenti (quello sul verde pubblico, ndr) o altri comportamenti abusivi privi di fondatezza", utilizzando frasi quali "grazie alla connivenza degli uffici preposti al rispetto delle regole", il cui "capofila è politicamente dello stesso partito del sindaco e guarda caso della stessa ideologia politico-religiosa del capo dell’ufficio verde". La definizione usata è quella di "Attila comunali", ansiosi di tagliare alberi.

Parole che hanno portato a una denuncia ai carabinieri da parte del Comune, per diffamazione aggravata continuata. Interpellato, l’ex senatore dei Verdi dichiara che la denuncia "mi è parsa una ritorsione dopo che abbiamo presentato un esposto contro l’abbattimento degli alberi di viale Roma e la realizzazione del supermercato Conad al Ronco. Considero le mie critiche politiche".

Turroni critica infine "questo sistema della giustizia lampo, che ti condanna senza nemmeno ascoltarti e senza processo". Così funziona però il meccanismo del decreto penale. In teoria il Comune di Forlì potrebbe chiamare Turroni a risponderne anche in sede civile per il danno d’immagine subìto. Avendo però l’ex senatore deciso di non impugnare il decreto, pare improbabile che questo accada.

l. b.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?