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3 giu 2022

È a capo in regione delle Dimore Storiche: "Sono il perno per sviluppare l’economia dei borghi"

A livello nazionale si parla di 9.400 strutture: rappresentano il 17 per cento del patrimonio italiano

3 giu 2022
La Fontaine a Palazzo Fantini: ha riaperto le sue porte lo scorso 22 maggio
La Fontaine a Palazzo Fantini: ha riaperto le sue porte lo scorso 22 maggio
La Fontaine a Palazzo Fantini: ha riaperto le sue porte lo scorso 22 maggio
La Fontaine a Palazzo Fantini: ha riaperto le sue porte lo scorso 22 maggio
La Fontaine a Palazzo Fantini: ha riaperto le sue porte lo scorso 22 maggio
La Fontaine a Palazzo Fantini: ha riaperto le sue porte lo scorso 22 maggio

Da pochi mesi Beatrice Fontaine è stata nominata presidente regionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) dell’Emilia-Romagna. E lo scorso 22 maggio, Giornata nazionale della visita gratuita alle dimore storiche, Tredozio si è fatto subito largo a livello regionale, offrendo addirittura due palazzi per la visita: Palazzo Fantini e Villa La Collina di Maria Teresa Vespignani. In Italia sono 9.400 le dimore storiche dell’Associazione, di cui è presidente nazionale da 45 anni Giacomo di Thiene. Di queste hanno aperto i battenti al pubblico domenica 22 maggio 28 in Emilia-Romagna e tre nel Forlivese, Casa Artusi a Forlimpopoli, oltre a quelle di Tredozio (anche Palazzo del Capitano a Terra del Sole è iscritta all’Adsi).

Parliamo di palazzi, ville, masserie, castelli, rocche, ma anche di parchi, giardini e tenute agricole che costituiscono un polo di attrazione turistico e un volano per l’economia dei territori. Spiega Beatrice Fontaine: "Quella delle dimore storiche è una rete unica, dall’immenso valore sociale, culturale ed economico che i proprietari si impegnano a custodire e a valorizzare. Oltre a essere un patrimonio storico-architettonico di rara bellezza, questi edifici sono anche il 17% del patrimonio storico nazionale e il perno per lo sviluppo di un’economia circolare per i borghi in cui si trovano. Il 54% di tali immobili è ubicato in piccoli Comuni con una popolazione inferiore a 20mila abitanti e, nel 29% dei casi, addirittura sotto i 5mila residenti".

La recente giornata delle Dimore Storiche vuole sensibilizzare la società civile e le istituzioni sul fatto che "il loro indotto può dar vita a un impatto rilevante su diversi settori come quello del turismo, declinabile nelle attività di ristorazione, ricettive e di visita delle dimore, attività artigiana, ma anche dei convegni e della realizzazione di eventi culturali". Conclude la presidente Fontaine: "Ci rivolgiamo alle istituzioni, perché sostengano le iniziative delle Dimore Storiche e le spese per la loro manutenzione, diminuite nel 2019 del 37% rispetto al 2017, secondo un’inchiesta dell’osservatorio Adsi".

q.c.

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