Massimiliano Cameli di fronte al nuovo ristorante insieme alla moglie, allo staff e al sindaco della città
Massimiliano Cameli di fronte al nuovo ristorante insieme alla moglie, allo staff e al sindaco della città
di Quinto Cappelli "Nei primi tre giorni di apertura, il nuovo locale è stato preso d’assalto dai clienti danesi, soprattutto per assaggiare tagliatelle al ragù e filetto di manzo al tartufo bianco di Dovadola". Il nuovo locale è l’Osteria Caffè del ’Vecchio convento’, inaugurato venerdì scorso in Danimarca, a Odder, una cittadina di 27mila abitanti vicino ad Aarhus, principale porto della penisola dello Jutland e capitale europea della cultura nel 2017. Il coraggioso ideatore del progetto sulle...

di Quinto Cappelli

"Nei primi tre giorni di apertura, il nuovo locale è stato preso d’assalto dai clienti danesi, soprattutto per assaggiare tagliatelle al ragù e filetto di manzo al tartufo bianco di Dovadola". Il nuovo locale è l’Osteria Caffè del ’Vecchio convento’, inaugurato venerdì scorso in Danimarca, a Odder, una cittadina di 27mila abitanti vicino ad Aarhus, principale porto della penisola dello Jutland e capitale europea della cultura nel 2017. Il coraggioso ideatore del progetto sulle coste nordiche del Baltico, che ha aperto in tempo di Civid, è Massimiliano Cameli, 46 anni, finora titolare coi genitori Marisa e Gianni e col fratello Matteo dell’albergo e ristorante al ’Vecchio convento’ di Portico.

Massimiliano Cameli, perché aprire un locale romagnolo in Danimarca?

"In un’epoca di globalizzazione il mondo è interconnesso".

Questa esperienza è personale e professionale?

"Sono sposato con una donna danese, Camilla, e, insieme a nostro figlio Noah, viviamo a Odder. Avendo fatto esperienze in giro per il mondo e dopo aver lavorato anche nel locale di Portico con tanti stranieri, ho sperimentato che la cucina italiana è la più apprezzata nel mondo. Quindi non basta più aspettare i turisti stranieri nel ristorante, ma dobbiamo anche noi portare la cucina in giro per il mondo".

Anche in tempo di Covid?

"Sì, anche per dare speranza. la cucina può dare lavoro".

Le regole della pandemia in Danimarca?

"E’ obbligatoria mascherina e la chiusura è alle 22. Ma qui è normale: per la cena apriamo alle 17. La gente va a letto presto".

Dopo sette mesi di intenso lavoro per ristrutturare il locale, com’è formato lo staff?

"Molti arredi del locale arrivano dll’Appennino romagnolo: i lampadari sono decorati da ceramiche di Faenza, opera di Dario Valli di Portico di Lucia Gennaretti, una forlivese con laboratorio e bottega a Portico. Gli chef sono il giapponese Tepe e l’islandese Hirmir, la giovane sommelier è Laura Amadei di Cesena. Il fornaio Oscar arriva dal Costa Rica".

Perché un fornaio?

"Il progetto prevede uno scambio di prodotti, compreso il pane montanaro di Portico, dove vorremmo rilevare il locale forno, far rivivere le vecchie ricette bio e dare lavoro a dei giovani. Vorremmo creare un ponte fra Portico e Danimarca".

Usate e già prodotti romagnoli nel nuovo locale?

"Sì, olio di Castrocaro e di Brisighella, i migliori vini romagnoli, fra cui Sangiovese e Albana. Seguiranno tante altre eccellenze romagnole, fra cui salumi, formaggi e tartufi. Diventerà la vetrina della Romagna in Danimarca".