Alcuni agenti di polizia in servizio (foto di repertorio)
Alcuni agenti di polizia in servizio (foto di repertorio)

Forlì, 23 gennaio 2020 - Sessanta episodi contestati: tanti la procura di Forlì ne aveva verbalizzati nei confronti di Stefano Sassi, 53 anni, ex poliziotto della squadra mobile di Forlì, accusato di stalking nei confronti dei suoi colleghi. Faceva il sovrintendente nell’ufficio investigativo della questura di corso Garibaldi, Sassi. Ma nel 2010, per ragioni disciplinari, viene trasferito a un’altra sezione.
 

E da lì scatta il calvario. E soprattutto s’avvia, contro Sassi, un’inchiesta penale. Ieri culminata nella sentenza di colpevolezza: condannato a un anno e mezzo (pena sospesa), più il risarcimento d’una provvisionale di 3mila euro a testa alle parti civili, ossia il suo ex capo alla Mobile forlivese, Claudio Cagnini, ora in servizio a Ravenna; Stefano Sant’Andrea, ex vice di Cagnini e oggi capo delle volanti di Forlì; e Rita Fasciani, detective della Mobile; tutti assistiti dall’avvocato Max Starni.
 

Il giudice di primo grado Maurizio Lubrano nel suo verdetto ha invece assolto Sassi – difeso dagli avvocati Nazarena Barbarossa e Milena Micele – da una cinquantina di altri capi d’imputazione: episodi di molestie, diffamazione, calunnia sotto forma di messaggi telefonici minatori, mail altrettanto ostili (con tanto di hackeraggio delle caselle di posta elettronica dei colleghi) e agguati in strada contro le auto dei colleghi; in tutto erano una decina le parti offese inziali. Da qui la netta discrasia tra l’istanza di pena del pm Claudio Santangelo (che aveva chiesto 3 anni e un mese) e la sentenza del togato monocratico Lubrano.


Fin dal primo messaggio ostile i sospetti di tutti s’erano concentrati su Sassi, oggi residente nel Ravennate e non più poliziotto ma impiegato amministrativo alla scuola di polizia di Cesena. Pedinato dalla polizia giudiziaria, Sassi un giorno viene beccato con una scheda telefonica con cui aveva spedito messaggi intimidatori ai colleghi. È la pistola fumante dell’indagine e punto cardine del processo.

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