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2 apr 2022

"Forze dell’ordine, allarme tagli Pochi controlli e neanche risparmi"

Giordano Biserni (Asaps): "La riorganizzazione svelata dal Siulp è basata su numeri al ribasso. La prevenzione sulle strade passa non in secondo ma in terzo piano: avrà effetti negativi"

luca bertaccini
Cronaca

di Luca Bertaccini

Gli agenti in Questura da 196 scenderanno a 191, molti dei quali al primo incarico, con una riduzione di organici che non lascia indenne praticamente nessuno tra polizia stradale, polizia ferroviaria e postale. A dare l’allarme è stato ieri il Siulp. Nel merito delle questioni sollevate dal sindacato di polizia, interviene Giordano Biserni, presidente Asaps, associazione sostenitori e amici della polizia stradale.

Biserni, come commenta la situazione fotografata dal Siulp?

"Siamo reduci dalla chiusura del distaccamento della polizia stradale di Rocca San Casciano. La razionalizzazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza mi pare che passi da semplici chiusure. E questo avviene, per capirci, in un anno nel quale sono già morti sulle strade 7 bambini sotto i 13 anni, 29 lo scorso anno. Non ci giro intorno: da anni la sicurezza sul territorio è passata neanche in secondo, ma in terzo piano".

Una scelta dettata dalla necessità di ridurre i costi?

"Ma quali costi? A Rocca San Casciano neanche si pagava l’affitto. Vogliamo poi mettere i costi dei morti e dei feriti degli incidenti stradali che paga lo Stato? Si parla tanto di educazione stradale, ma i controlli dove sono? Chi li fa? Senza contare, lo dicono i dati raccolti dal nostro osservatorio ’Sbirri Pikkiati’, che ogni 4-5 ore un agente in divisa va al pronto soccorso per farsi curare".

Quest’ultimo fenomeno si verifica anche nel nostro territorio?

"Sì, ma non abbiamo per fortuna casi gravi come altrove. Sono davvero sorpreso: i componenti le forze dell’ordine andrebbero tutelati, spesso invece manca anche il coordinamento. Almeno da noi polizia e carabinieri evitano di pattugliare la stessa strada lasciando sguarnite le altre...".

L’età media dei poliziotti è un problema?

"Lo è. Siamo a 52-53 anni. Quando ero in polizia io, si diceva scherzando che l’età media di una pattuglia dovesse essere attorno ai 75 anni, intendendo un agente di 50 e uno di 25 – oppure due da 35 – al lavoro insieme. Ora la media è spesso cent’anni...".

Dall’analisi del Siulp sembra che tutte le specializzazioni della polizia di Stato – tranne la sottosezione dell’A14 – subiranno un ridimensionamento d’organico.

"Sì. Cosa abbiamo recuperato chiudendo i distaccamenti di Rocca San Casciano, e cito anche quello di Lugo? E in futuro, cosa faremo per ’recuperare’? Chiuderemo, lo dico in maniera provocatoria, anche la sottosezione di Bagno di Romagna? Entro il 2027 in Italia avremo 10mila poliziotti in meno: gli effetti di questa politica si faranno sentire anche nel nostro territorio. Mi aspetto che, finita all’apparenza l’emergenza Covid, si recuperi con una maggior presenza sulle strade".

Chiudere Rocca doveva consentire di avere più agenti almeno a Forlì.

"Non ho la conta delle pattuglie, ma questi poliziotti in strada non li vedo. Nel 2012, quando in aeroporto lavoravano 50 agenti, dopo la chiusura dello scalo vennero recuperati nel territorio? Non mi pare che aumentarono i controlli. Presentai rimostranze alle istituzioni e mi dissero che quegli agenti avevano un’età media di 50 anni ed erano dunque ’poco duttili‘. Appunto".

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