Green pass a mensa, sì o no? Il tema ha diviso i sindacalisti della Cgil dopo lo sciopero proclamato venerdì scorso all’Electrolux. Nello stabilimento di viale Bologna, la multinazionale ha applicato l’indicazione del Governo (contenuta non nel testo di legge ma in una successiva nota chiarificatrice), ovvero quella di consentire l’ingresso nel locale dove si mangia soltanto a chi possiede il certificato di avvenuta vaccinazione, guarigione o tampone nelle ultime 48 ore. Una decisione che ha suscitato la protesta di alcune Rsu interne,...

Green pass a mensa, sì o no? Il tema ha diviso i sindacalisti della Cgil dopo lo sciopero proclamato venerdì scorso all’Electrolux. Nello stabilimento di viale Bologna, la multinazionale ha applicato l’indicazione del Governo (contenuta non nel testo di legge ma in una successiva nota chiarificatrice), ovvero quella di consentire l’ingresso nel locale dove si mangia soltanto a chi possiede il certificato di avvenuta vaccinazione, guarigione o tampone nelle ultime 48 ore.

Una decisione che ha suscitato la protesta di alcune Rsu interne, tra cui quella della Cgil. Ed è proprio dentro la Cgil che si è aperto il dibattito, con una delegata sindacale che, con un post su Facebook, ha difeso l’azienda dissociandosi dallo sciopero. Una situazione che ha portato il segretario generale Maria Giorgini a intervenire. Con una nota che recita, tra gli altri concetti, "per noi vaccinarsi è una responsabilità e un dovere sociale": "Noi siamo d’accordo sull’obbligo vaccinale e non abbiamo, in principio, nulla contro il Green pass". Va precisato che l’iniziativa dello sciopero faceva capo alle Rsu e non coinvolgeva la sede forlivese dei tre sindacati partecipanti.

In sostanza, mentre alcuni iscritti protestano per l’obbligatorietà del Green pass in mensa, la Cgil ricorda di "non avere nulla in contrario" a questo strumento. E di essere semmai favorevole all’obbligo del vaccino anti-Covid per tutti, "unico strumento che la scienza oggi ci dà insieme al distanziamento". Nelle parole della segretaria forlivese emerge però anche la consapevolezza che questo tema "crea conflitto e problemi alle imprese e ai lavoratori", "genera perplessità" e "rischia di radicalizzare le posizioni": insomma, "basta dividere i lavoratori".

Secondo Maria GIorgini, il problema è a monte: "Serve l’obbligo vaccinale per legge: il Governo e il Parlamento decidano. Non si può introdurre l’obbligo del Green pass in mensa con una faq del ministero. Ma il Governo non riesce a decidere e scarica il problema nei luoghi di lavoro". Assurdo, sottolinea, che "le persone lavorino vicine fino a un minuto prima e poi vengano divise quando entrano in mensa".

Al momento, poche grandi aziende nel Forlivese hanno una propria mensa e si trovano dunque a decidere come applicare l’indicazione arrivata da Roma. In qualche caso i dipendenti hanno ricevuto buoni pasto per pranzare fuori. Oppure si è allestito un gazebo per una pausa comunque comoda (ma a breve le temperature esterne si abbasseranno). "Abbiamo scioperato per ottenere i protocolli anti-contagio", rivendica la segretaria Cgil, e"stiamo gestendo al meglio la situazione nei luoghi di lavoro", con "soluzioni temporanee". Non all’Electrolux, però. Dove il tema ha diviso lavoratori e sindacato.