Andrea Zocca, responsabile dei pubblici esercizi per Fipe-Confcommercio
Andrea Zocca, responsabile dei pubblici esercizi per Fipe-Confcommercio
Andrea Zocca, responsabile dei pubblici esercizi per Fipe-Confcommercio e titolare dei due McDonald’s forlivesi, ora è ufficiale l’obbligatorietà del green pass per chi vorrà sedere nelle sale interne dei ristoranti o al tavolino del bar. Sapete già come si svolgeranno in concreto i controlli? "No, siamo in attesa di linee guida più precise. Per ora navighiamo a vista, ma possiamo dire che in questi mesi ci siamo abituati". Qual è la sua opinione circa la decisione del governo? "Ormai sappiamo che vaccinare quanta più gente possibile è la soluzione migliore per fermare la pandemia e quindi...

Andrea Zocca, responsabile dei pubblici esercizi per Fipe-Confcommercio e titolare dei due McDonald’s forlivesi, ora è ufficiale l’obbligatorietà del green pass per chi vorrà sedere nelle sale interne dei ristoranti o al tavolino del bar. Sapete già come si svolgeranno in concreto i controlli?

"No, siamo in attesa di linee guida più precise. Per ora navighiamo a vista, ma possiamo dire che in questi mesi ci siamo abituati".

Qual è la sua opinione circa la decisione del governo?

"Ormai sappiamo che vaccinare quanta più gente possibile è la soluzione migliore per fermare la pandemia e quindi anche per scongiurare il rischio di ulteriori chiusure che, per il nostro settore come per tanti altri, sarebbero una vera iattura. Per queste ragioni non contesto l’utilità del green pass, ma rimangono molti dubbi sull’effettiva fattibilità".

I ristoratori sapranno adattarsi?

"Senz’altro ci proveremo. Il timore è che non sarà sempre possibile. In queste ore ci stiamo chiedendo se davvero ci sarà bisogno di una persona preposta solo al controllo dei certificati verdi e come potremo scongiurare il rischio che qualcuno ne esibisca uno contraffatto o non suo senza che ce ne accorgiamo".

In quel caso ci sarebbe bisogno di richiedere anche la carta d’identità?

"Ma noi non saremmo autorizzati a farlo, o almeno non lo siamo stati nei mesi scorsi quando non potevamo chiedere di esibirla per accertarsi che i clienti appartenessero allo stesso nucleo familiare. A quanto pare, però, da agosto potremo pretendere che ci venga mostrato il green pass che contiene dati altrettanto sensibili".

Anche i dipendenti dovranno essere muniti di green pass?

"Questo è un altro tema che non abbiamo compreso: la logica direbbe di sì, ma al momento non è esplicitato".

Ci sono altri punti non chiari?

"Uno riguarda, ad esempio, le attività di ristorazione collocate nei centri commerciali: per entrare in un iper non c’è bisogno del pass, ma per consumare al tavolo all’interno sì. Non sappiamo come si dovranno comportare gli esercenti".

Una distinzione riguarda i bar: per consumare al banco non c’è bisogno del certificato che, invece, è richiesto per chi si siede al tavolino.

"La distinzione tra cliente al tavolo e cliente al banco mi sembra molto difficile da stabilire e non so quanto possa funzionare la richiesta del green pass".

Chi si accomoderà fuori, sia al ristorante che al bar, non avrà bisogno di alcun certificato. Questo vi potrà facilitare nella prima fase?

"Chi ha la possibilità di utilizzare gli esterni senz’altro avrà un grosso aiuto, specialmente finché il tempo è buono. Ci dà sollievo questa prospettiva insieme alla consapevolezza che il decreto non avrà effetto immediato, ma ci sarà tempo fino al 6 agosto: nel frattempo speriamo che avremo modo di sciogliere molti dubbi. Una cosa è certa: purtroppo avremo occasione di discussione con molti clienti; è normale che succeda quando a un ristoratore viene chiesto di svolgere un ruolo che non gli compete, in questo caso quello del controllore".

Sofia Nardi