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1 lug 2022
1 lug 2022

"Ho fatto 400 chilometri per diventare pilota di elicotteri"

Sta inseguendo il sogno di quando era bambino: "Mi affascinava il volo. Qui è tutto perfetto, rapporto magico con i professori"

1 lug 2022
Daniele Sanquerin è nato nella parte nord del Veneto. Ora vive e studia al convitto agrario di Cesena
Daniele Sanquerin è nato nella parte nord del Veneto. Ora vive e studia al convitto agrario di Cesena
Daniele Sanquerin è nato nella parte nord del Veneto. Ora vive e studia al convitto agrario di Cesena
Daniele Sanquerin è nato nella parte nord del Veneto. Ora vive e studia al convitto agrario di Cesena
Daniele Sanquerin è nato nella parte nord del Veneto. Ora vive e studia al convitto agrario di Cesena
Daniele Sanquerin è nato nella parte nord del Veneto. Ora vive e studia al convitto agrario di Cesena

Daniele Sanquerin, studente di 4ª D all’Istituto Tecnico Aeronautico Baracca di Forlì, è stato promosso allo scrutinio di fine anno scolastico con l’ottima media di 9,75: la più alta.

Daniele, quando è nato in te l’amore per l’aviazione?

"Fin da piccolo ho sempre avuto una smisurata passione per tutto ciò che riguarda il volo e il mondo aeronautico. Sono cresciuto nell’alto Veneto, a circa 400 chilometri da Forlì: un contesto isolato, staccato dalla città e da tutte le comodità che ne derivano, tuttavia ho continuato ad inseguire il mio sogno di diventare pilota di elicotteri".

È stato difficile separarti dalla tua famiglia per studiare a Forlì?

"Ammetto che l’inizio è stato molto difficile: ero praticamente un bambino e non avevo nessuna esperienza al di fuori di casa mia. Poi la mia casa è diventata il convitto agrario di Cesena, una struttura che fornisce vitto, alloggio e un sacco di servizi ai ragazzi che studiano fuori sede".

Come una seconda casa?

"Mi si è aperto un mondo nuovo che aspettava soltanto di essere scoperto. La vita in convitto è davvero incredibile, impari a legare con i tuoi compagni fino a considerarli quasi fratelli, condividendone opinioni, spazi e tempo. Tutto ciò, mi ha permesso di diventare un uomo in un anno, e diventare pienamente autonomo e volenteroso di vivere ogni istante al pieno delle mie possibilità".

Lo stesso discorso vale anche per i rapporti coi professori e con gli altri studenti?

"Innanzitutto devo dire che il rapporto tra professori e studenti è forse la cosa più magica che si possa trovare: ogni aspetto è curato perfettamente in tutte le materie. Inoltre i corsi e i progetti ulteriori mi hanno permesso di approfondire e approcciarmi al mondo del lavoro, grazie a un’enorme collaborazione dei docenti. Il più grande ringraziamento va sicuramente alla dirigente Maura Bernabei per tutto l’impegno riposto nella miriade di attività che ci permette di svolgere".

Come spieghi la tua media, che sfiora quasi il 10?

"Quest’ultimo anno è stato sicuramente il più speciale e rilevante per me, a partire dalla definizione della mia persona in ogni aspetto, ho maturato una significativa esperienza di vita che soltanto in secondo piano ha portato a un’eccellente media scolastica. Ritengo infatti, che l’unico modo per andare bene a scuola, è dedicare il giusto tempo a tutto ciò che circonda lo studio, come l’attività fisica e le relazioni con le persone, ma soprattutto fare ciò che ci piace per renderci felici".

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