Continuano a far discutere a Tredozio i problemi riguardanti le difficoltà di comunicazione sia dei collegamenti Internet sia le coperture dei cellulari. A proposito del nostro articolo uscito sul giornale di ieri riguardo il fatto che a Tredozio verrà installato uno dei 17 tralicci del progetto della Regione per le antenne che dovranno portare quelle connessioni...

Continuano a far discutere a Tredozio i problemi riguardanti le difficoltà di comunicazione sia dei collegamenti Internet sia le coperture dei cellulari.

A proposito del nostro articolo uscito sul giornale di ieri riguardo il fatto che a Tredozio verrà installato uno dei 17 tralicci del progetto della Regione per le antenne che dovranno portare quelle connessioni veloci che cittadini, imprese e istituzioni chiedono da tempo, ieri è arrivata una precisazione da parte di Tim.

"Per quanto riguarda la situazione della rete fissa richiamata nell’articolo – cita la nota –, a Tredozio i servizi a banda larga sono erogati tramite adsl in linea con gli standard previsti da tale tecnologia".

Per quanto concerne invece, continua Tim, "eventuali richieste di sviluppo di rete in fibra ottica per la banda ultra larga, Tim desidera precisare che il territorio di Tredozio è stato identificato come area bianca dal Ministero per lo Sviluppo Economico".

Come è noto, continua la nota "tali aree sono state oggetto di un bando pubblico indetto da Infratel Italia per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione di una infrastruttura passiva a banda ultralarga, aggiudicato ad altro operatore. La realizzazione della rete in fibra ottica è quindi a cura dell’aggiudicatario del suddetto bando". Che è Open Fiber.

Risponde il sindaco di Tredozio, Simona Vietina: "Come Comune abbiamo da tempo approvato il progetto. Se non ci fosse stato il lockdown, Open Fiber avrebbe già iniziato i lavori per portare la banda larga a tutti i cittadini. Speriamo inizino presto".

Tim conclude la nota, "ricordando che i propri programmi di copertura con reti a banda ultralarga derivano da investimenti di natura privata, i cui rischi ricadono interamente sulla società, la quale opera in assenza di qualsivoglia finanziamento pubblico".

Quinto Cappelli