di Francesca Miccoli CASTROCARO Si leva alta nel cielo di Castrocaro la potenza dei Watt, complesso milanese che si aggiudica la 63ª edizione del Festival Voci Nuove, già terra di conquista di big del firmamento musicale quali Zucchero, Luca Barbarossa e Alice. Una vittoria limpida e anomala, dal momento che in passato il concorso mai ha troppo arriso alle band. Nella suggestione di un Padiglione delle Feste delle Terme, sapientemente valorizzato dagli scenografi Rai, ha brillato dunque un poker di talenti giovanissimi, appena 77 anni in 4: i due Luca, il chitarrista Vitarelli detto ‘Vita’,...

di Francesca Miccoli

CASTROCARO

Si leva alta nel cielo di Castrocaro la potenza dei Watt, complesso milanese che si aggiudica la 63ª edizione del Festival Voci Nuove, già terra di conquista di big del firmamento musicale quali Zucchero, Luca Barbarossa e Alice. Una vittoria limpida e anomala, dal momento che in passato il concorso mai ha troppo arriso alle band. Nella suggestione di un Padiglione delle Feste delle Terme, sapientemente valorizzato dagli scenografi Rai, ha brillato dunque un poker di talenti giovanissimi, appena 77 anni in 4: i due Luca, il chitarrista Vitarelli detto ‘Vita’, e il bassista Corbani, compagni di asilo e di oratorio, teatro dei primi concerti, e i biondissimi fratelli Matteo e Greta Elisa Ravelli Rampoldi, quest’ultima peperina di appena 16 anni.

Alla piazza d’onore il 21enne (di Parabiago) Daino, al secolo Niccolò Dainelli, splendido interprete di una bella versione di Odio l’estate di Bruno Martino; A decretare la vittoria il voto combinato di tre giurie: quella del pubblico, che fino allo scorso 31 luglio ha potuto esprimere la propria preferenza attraverso le visualizzazioni degli inediti sulla piattaforma Tim music; quella degli esperti di Rai Radio 2, che ha trasmesso il Festival in contemporanea con Rai 2; infine quella artistica, formata da Bugo, cantautore noto non solo per la lite con il collega Morgan sul palco del Festival di Sanremo, Maria Antonietta, cantautrice regina dell’indie e scrittrice, Riccardo Zanotti, voce e chitarra del Pinguini Tattici Nucleari, e Taketo Gohara, produttore artistico e mago dei suoni già partner artistico, tra gli altri di Elisa e i Negramaro. I giudici sono stati grandi protagonisti dello spettacolo, abili a trasformarsi in fratelli maggiori dei finalisti, a duettare con loro e a dispensare consigli, abbandonando il ruolo supponente di severi censori spesso abusato in passato.

Unanime è stata la promozione di tutto il pacchetto dei finalisti: il ventenne astigiano Fellow, ovvero Federico Castello, splendido al piano bell’inedito Fire e vincitore del premio Siae; intonatissimi i due ‘prodotti’ di Amici di Maria De Filippi ovvero il 20enne savonese Jacopo Ottonello, cimentatosi sulle note di Buon Viaggio di Ultimo e nel suo inedito Cuore di mare, e il 21enne torinese Stefano Farinetti, Neno, novello Lucio Dalla in Anna e Marco. Molto apprezzati anche l’avezzanese appena maggiorenne Laura (D’Aguanno), brava a interpretare la difficilissima Something‘s got a hold di Etta James, e il duo napoletano Le Radici, in carrozza sulle note di Pino Daniele.

Promosso anche il conduttore Stefano De Martino, brillante e spontaneo, baciato da una simpatia tutta partenopea. Va in archivio un’edizione travagliata ma molto interessante del Voci Nuove, registrata davanti a un ristrettissimo parterre a causa dell’emergenza sanitaria: la seconda edizione targata Arcobaleno Tre e probabilmente la più coinvolgente degli ultimi anni. Uno spettacolo frizzante e non banale, potenziato da un format innovativo.