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13 mag 2022

"Il live di Baker al Naima? Ora c’è la registrazione"

Lo ha reso noto un emozionato Michele Minisci, ex direttore del locale "Pochi giorni fa mi è arrivato un pacco dagli Usa con tre cd e una lettera"

Tra le sette tracce registrate ci sono. ‘Estate’, ‘My funny Valentine’ e ‘Forgetfull’
Tra le sette tracce registrate ci sono. ‘Estate’, ‘My funny Valentine’ e ‘Forgetfull’
Tra le sette tracce registrate ci sono. ‘Estate’, ‘My funny Valentine’ e ‘Forgetfull’

Era il 4 marzo del 1984 quando il grande trombettista americano Chet Baker si esibì sul palco del Naima Jazz Club di via Somalia, a Forlì. In quegli anni i telefoni cellulari non esistevano e la documentazione della serata sembrava persa per sempre, invece, come per magia, sono state ritrovate le registrazioni di una serata entrata nella storia della musica forlivese. "Quello di Chet Baker nel nostro club – racconta con malcelata emozione Michele Minisci, allora direttore artistico del Naima – era il primo importante concerto che organizzavamo dopo appena due anni di rodaggio con band locali e alcune anche di livello nazionale e quindi l’attesa era spasmodica".

Minisci ricorda bene alcuni momenti di quella serata. "In ultima fila vidi un ragazzone che smanettava con un apparecchio e capii subito che era un registratore. Mi premurai di farlo smettere, in quanto il management di Baker aveva raccomandato di proibire qualsiasi registrazione del concerto. Alla fine del concerto il ragazzone si presentò e mi disse che si chiamava Roger Williams che veniva dall’Oklahoma, lo stesso stato di Chet, e che studiava all’università John Hopkins di Bologna e che mi avrebbe spedito i pochi brani che era riuscito a registrare".

Poi l’uomo sparì nel nulla. "Solo qualche giorno fa – prosegue Minisci – mi è arrivato un piccolo pacchettino coi timbri postali di chiara provenienza americana. Il pacco conteneva tre cd e un lunga lettera a firma di Roger Williams che si scusava per aver fatto perdere improvvisamente le sue tracce e mi informava che si era trasferito da qualche anno a New Orleans dove aveva ascoltato dalla Radio locale Wwoz un servizio sui moltissimi musicisti jazz e blues che erano stati ospiti del club italiano Naima".

Rintracciato il recapito del club tramite le pagine Facebook, Williams ha deciso di spedire quella famosa registrazione del concerto di Baker, che aveva conservato nel suo archivio, non prima di averla masterizzata e mixata. Le tracce registrate sono sette: "C’è una suggestiva Estate – racconta – del nostro Bruno Martino, una struggente My funny Valentine e una commovente Forgetfull. Il mio pensiero è andato a quella serata del 1984 quando Baker stava suonando sul palco del nostro jazz club e ci riportava in quell’atmosfera che aveva avvolto e affascinato una intera generazione. Mi è sembrato di sentirlo suonare come se avesse ancora accanto Gerry Mulligan o Stan Getz e di rivederlo sui palchi di tutto il mondo, osannato come il miglior rappresentante di quella lost generation che aveva tracciato negli anni ’50 un nuovo corso musicale nella storia della musica jazz: il cool jazz". Proprio tra pochi giorni, il 20, 21 e 22 maggio, si svolgerà a Forlì il Jazz Festival dedicato al mitico trombettista americano.

Sofia Nardi

© Riproduzione riservata

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