La 31enne forlivese Sara Pedri
La 31enne forlivese Sara Pedri

Si difende strenuamente Saverio Tateo l’ex direttore dell’unità operativa di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove lavorava la 32enne ginecologa forlivese Sara Pedri, scomparsa nel nulla il 4 marzo scorso. La giovane dottoressa, in diversi scritti, aveva sottolineanto come all’interno del reparto vi fosse un ambiente "tossico" contraddistinto da "vessazioni continue" poste in essere "sia da Tateo sia dalla sua vice Liliana Mereu". Entrambi i professionisti sono stati temporaneamente delocalizzati dalle autorità sanitarie.

Tateo è stato sentito mercoledì dalla Commissione dell’ufficio procedimenti disciplinari dell’Auls di Trento. Accanto al primario, il suo avvocato, Vincenzo Ferrante. La commissione ha cominciato la seduta partendo dal 2018 quando sarebbero iniziati i primi casi. Si parla di "atteggiamenti indimidatori", "demansionamenti", "casi di mobbing". Un contesto che avrebbe spinto Sara a sparire nel nulla.

Sarebbero 110 i testimoni sentiti sia dalla Commissione sia dai carabinieri dei Nas, che nei giorni scorsi hanno chiesto alla procura di indagare Tateo e Mereu per maltrattamenti. Sette i medici tra i testi, anche se alcuni di loro hanno smentito di essere andati via a causa di Tateo. "Abbiamo risposto a tutte le domande. L’incontro ha confermato la correttezza professionale del mio cliente. Non ci sono ragioni per il suo allontanamento" ha spiegato l’avvocato Ferrante.