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30 apr 2022

"In catena di montaggio ho lottato per favorire le donne"

Nicoletta Bassini, predappiese, è all’Electrolux da 32 anni: "Quel reparto era pensato per gli uomini. Era dura, ma ho bei ricordi"

30 apr 2022
Nicoletta Bassini (Electrolux)
Nicoletta Bassini (Electrolux)
Nicoletta Bassini (Electrolux)
Nicoletta Bassini (Electrolux)
Nicoletta Bassini (Electrolux)
Nicoletta Bassini (Electrolux)

Nicoletta Bassini, predappiese, lei sarà tra le nuove Stelle del lavoro: quando ha cominciato il suo impiego alla Electrolux?

"Nel 1989. Mio padre quell’anno andava in pensione dopo una vita di lavoro e, in un certo senso, mi lasciò il suo posto: lui smetteva ed entravo io".

Quanti anni aveva?

"Ventidue".

Era il suo primo impiego?

"Il primo ufficiale, sì. Prima di allora avevo fatto solo qualche lavoretto".

Quali erano le sue mansioni?

"Lavoravo alla linea di montaggio. Ricordo ancora bene i primi cinque giorni di lavoro".

Furono duri?

"Molto. Quel lavoro alla catena era molto duro e abituarsi non è stato facile, ma ho tenuto duro e un po’ alla volta è andata sempre meglio".

Poi le sue mansioni sono cambiate?

"Sì, in fabbrica è così. Pian piano si cresce. Dopo due anni sono diventata ‘team leader’".

Cosa significa?

"Avevo la responsabilità di tutta la linea di montaggio. Gli anziani che lavoravano alla Electrolux non ci vedevano di buon occhio perché eravamo giovani e non gli ispiravamo fiducia. Io, poi, ero anche una donna, una delle prime in assoluto a ricoprire quel ruolo, e si sa che le donne in questi casi sono guardate con più diffidenza dei colleghi uomini".

La catena è più dura per una donna?

"Sì, anche fisicamente. C’erano certi macchinari che sono progettati per essere usati dagli uomini, non dalle donne. Io poi sono piccola e minuta e ricordo che avevo problemi molto seri con gli avvitatori, così ho portato il caso all’attenzione dei superiori e gli avvitatori sono stati cambiati. Per me e le mie colleghe è stata davvero una svolta".

Il suo ruolo è cambiato ancora nel corso del tempo?

"Nel 1995 sono diventata responsabilità del qualità del prodotto, poi, dal 2000, sono passata a un’altra mansione: sono nell’ufficio acquisti e mi occupo dell’inserimento dati per tutta la fabbrica".

Gli anni della linea di montaggio sono lontani.

"Ho cominciato ormai 32 anni fa e tante cose da allora sono cambiate, eppure penso che sia giusto venire dalla catena di montaggio: si imparano tante cose e solo così ci si fa davvero un’idea chiara di tutto il ciclo produttivo. I primi anni furono davvero difficili, eppure oggi li ricordo con piacere".

Cosa prova, ora, all’idea di ricevere un riconoscimento così importante come la stella al merito del lavoro?

"Sono contenta e orgogliosa. È bello vedere ripagato così il proprio impegno. Eppure, devo ammetterlo, anche la fabbrica mi ha sempre ripagato e non solo economicamente: negli anni ho avuto tante soddisfazioni, nonostante non abbia mai sgomitato per ottenere qualcosa e non abbia mai dovuto avere litigi con i colleghi. A lavoro sono sempre andata con il sorriso e già questo per me è un bellissimo premio".

Sofia Nardi

© Riproduzione riservata

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