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3 mag 2018

Inceneritori di Coriano, assolti in appello i dirigenti di Hera e Mengozzi

"Il fatto non sussiste", come già sigillato dal verdetto di primo grado di Forlì, del dicembre 2012

3 mag 2018
Frasca/INCENERITORI
Inceneritori
Frasca/INCENERITORI
Inceneritori

Forlì, 3 maggio 2018 - Partita chiusa. O quasi. Il verdetto della Corte d’Appello di Bologna rischia di essere un triplice fischio per il caso del presunto inquinamento oltre la norma degli inceneritori di Coriano di Forlì, quello di Hera per la distruzione in atmosfera dei rifiuti cittadini e quello, per scarti speciali ospedalieri, di Mengozzi, che sorgono a 300 metri di distanza l’uno dall’altro. I giudici di secondo grado hanno certificato l’assoluzione degli imputati, i sette dirigenti dei due mega camini sotto inchiesta, come già sigillato dal verdetto di primo grado di Forlì, del dicembre 2012.

La Corte di appello di Bologna ha  confermato l'assoluzione perché il fatto non sussiste per tutti gli imputati, cinque dirigenti di Hera, difesi dall'avvocato Guido Magnisi e due manager della Mengozzi, difesi dall'avvocato Michela Vecchi.


I sette rispondevano a vario titolo di immissione nell'aria di sostanze pericolose per la salute pubblica, falsità ideologica e di non aver rispettato norme sull'inquinamento e l'impatto ambientale, fatti risalenti al 2010. Il pg aveva chiesto condanne a quattro mesi per sei imputati, a sei mesi per uno. La vicenda partì dalla morte di un bambino di 11 anni, morto di tumore nel 2009, ma una perizia escluse il nesso causale tra l'attività degli impianti e il decesso.

La Procura di Forlì ne chiese il sequestro, che però fu rigettato dal Gip, dal Riesame e poi dalla Cassazione. La sentenza di primo grado arrivò a dicembre 2012, e dopo sei anni è arrivata la conferma in appello. La sentenza non potrà più essere impugnata. «C'è grande soddisfazione per l'esito del processo - ha commentato l'avvocato Magnisi - anche se fanno pensare i costi umani per le presunte persone offese e per gli imputati in una vicenda durata quasi dieci anni. Si è rischiato di mettere in ginocchio il Comune di Forlì, se avessero sequestrato gli inceneritori, che, peraltro, a livello tecnologico, è pacifico che sono la soluzione più valida rispetto alle discariche».

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