Quotidiano Nazionale logo
20 apr 2022

"Io e i tifosi traditi insieme La città è nel mio cuore"

Lettera di Michele Antonutti, una delle star della squadra di Boccio ma poi mai ingaggiato. Ieri non è potuto venire in aula a testimoniare

Ho pensato di scrivere questa lettera per far presente ai tifosi di Forlì la mia vicinanza. Sono stato chiamato a Forlì da Reggio Emila in cui ero capitano al termine di una bellissima esperienza, e pronto a iniziarne una nuova, con altrettanto entusiasmo. II presidente Boccio ci ha tenuto a presentarmi ai tifosi, ed è stata una giornata gloriosa; io con voi, desideroso di vestire i colori della città e di spendermi per onorarla. Sono rimasto a disposizione per mesi, e ogni partita non giocata, vivevo l’incredulità di un nuovo rinvio, aspettando un tesseramento che non è mai arrivato.

Sempre mi è stato detto che sarei entrato in campo, tante rassicurazioni, sostanzialmente andate a vuoto. Non ho percepito un euro per l’ingaggio nei mesi in cui sono rimasto a disposizione della squadra, né io né il mio procuratore; e alla fine ho rischiato di perdere la stagione. Questo, per un professionista che gioca nella massima serie, è un grave danno.

Tutti i proclami che sono stati fatti sono stati disattesi, e il mio contratto, che era addirittura biennale, non ha avuto esecuzione: tante promesse e poi nulla. Tardivamente ho accettato l’impegno a Caserta, una squadra ultima in classifica e lontanissima dalla mia residenza, a cui ho potuto comunque dare il mio contributo con l’impegno di sempre; lo stesso che avrei messo volentieri a disposizione della Fulgor Libertas.

Sono molto vicino ai tifosi e alla città di Forlì, che mi hanno accolto entusiasti, e con cui ho condiviso questa esperienza: un’esperienza che ha il sapore di un tradimento, da noi subìto, fatto di promesse senza un seguito, di impegni presi verso di noi e non rispettati.

Sono stato usato anche io, come voi, ed eravamo entrambi tutti pieni di fiducia. Io la mia disponibilità l’avevo data tutta, credendo a ciò che era stato detto e scritto, perché il contratto era stato firmato, era ben presente, e comprendeva due stagioni. lnutile dire che non mi era mai accaduta una cosa simile e che anche successivamente non si è mai più verificata nella mia carriera. Quando gioco a Forlì il pubblico mi riconosce e mi saluta e questo calore mi conforta sempre. Peccato non aver indossato la vostra maglia, la mia maglia era già pronta e i miei compagni anche. Mi aspettavano per quella discesa in campo che mai è avvenuta.

Con affetto e riconoscenza,

Michele Antonutti

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?