Il report settimanale dell’Ausl evidenzia un ulteriore miglioramento
Il report settimanale dell’Ausl evidenzia un ulteriore miglioramento
L’indice Rt della nostra provincia, che misura il tasso di contagiosità del virus, è tra 0,8 e 0,9 (la rilevazione è di inizio mese), sotto dunque la soglia fatidica di 1. Quando Rt è superiore a 1 significa che in media ogni persona infetta sta contagiando più di una persona, e che dunque l’epidemia è in espansione e il numero di casi sta crescendo. Perché la pandemia rallenti, l’indice deve essere sotto a 1. Ciò significa che le restrizioni della zona rossa stanno producendo i primi risultati, come conferma il bollettino diffuso dall’Ausl Romagna...

L’indice Rt della nostra provincia, che misura il tasso di contagiosità del virus, è tra 0,8 e 0,9 (la rilevazione è di inizio mese), sotto dunque la soglia fatidica di 1. Quando Rt è superiore a 1 significa che in media ogni persona infetta sta contagiando più di una persona, e che dunque l’epidemia è in espansione e il numero di casi sta crescendo. Perché la pandemia rallenti, l’indice deve essere sotto a 1.

Ciò significa che le restrizioni della zona rossa stanno producendo i primi risultati, come conferma il bollettino diffuso dall’Ausl Romagna relativo alla settimana dal 29 marzo al 4 aprile. Nel periodo in questione in Romagna sono stati eseguiti 34.287 tamponi (molecolari e antigenici) registrando 3.450 nuovi positivi (10.1%). "Per la terza settimana consecutiva si registra una diminuzione dei nuovi casi assoluti ed in percentuale rispetto al numero di tamponi eseguiti", spiegano dall’azienda sanitaria. I positivi a Forlì e comprensorio sono passati da 912 a 743 (con conseguente riduzione delle percentuale dei contagi in proporzione ai tamponi effettuati, dall’11,6% al 10,4%), un trend sostanzialmente analogo a Cesena, Ravenna e Rimini.

Diminuita, dall’8 al 7,7%, la percentuale di ricoveri Covid in Terapia intensiva rispetto al totale dei ricoveri dovuti al virus (l’unico territorio nel quale questo dato è cresciuto, dal 7,8 al 9% attuale, è quello Ravennate). Passiamo ai focolai attivi, partendo da quelli nelle strutture assistenziali, socio-sanitarie e per anziani. Ne risultano 7 (dato invariato rispetto alla settimana precedente), a fronte dei 5 di Ravenna, dei 2 di Rimini e del singolo caso nel Cesenate. Sono cinque i focolai nelle scuole di Forlì (erano 8 la settimana prima), 9 nel Ravennate, 2 nel Riminese, nessuno nel Cesena. Ancora: nella settimana in questione a Forlì e comuni limitrofi i decessi sono stati 17 (21 la settimana prima), 30 nel Cesenate (11), 34 nel Riminese (41), 37 nel Ravennate (31). A livello di Ausl Romagna si è passati da 104 morti a 118.

Il tasso di letalità del virus è più alto nel Ravennate (3,5%), seguita da Forlì e Rimini col 3,1% e da Cesena col 2%. "Anche questa settimana – commenta Mattia Altini, direttore sanitario di Ausl Romagna – la circolazione del virus si conferma in calo. Un dato che si riverbera, anche se in maniera comprensibilmente più lent,a sull’occupazione dei posti letto anche nelle terapie intensive. Siamo quindi in una situazione relativamente più ’tranquilla’, anche se in un quadro in cui non si deve mai abbassare la guardia". Si spera "che nelle prossime settimane l’approvvigionamento dei vaccini possa ulteriormente incrementare per permetterci di proseguire celermente anche con la fascia di popolazione dai 70 ai 74 anni di età, che a partire da lunedì comincerà a prenotarsi".