Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
21 giu 2022

La Fondazione lancia ‘Casa Romagna’: ristorante e molto altro al posto di Eataly

Confermata la presenza di un locale, più bar e birreria. Ma il progetto, "unico in Italia", prevederà anche spazi per il mercato contadino, i corsi di cucina, la vendita di prodotti del territorio, nonché per i giovani e la cultura

21 giu 2022
fabio gavelli
Cronaca

di Fabio Gavelli

Là dove c’era Eataly sorgerà Casa Romagna. A 15 mesi dalla chiusura del colosso di Oscar Farinetti, in piazza Saffi, per ora esiste il concept, cioè l’idea. Va chiarito subito: nessuno si sbilancia a indicare date per la realizzazione del progetto illustrato ieri dalla Fondazione Cassa dei Risparmi (che è proprietaria di palazzo Talenti Framonti). Si prevede, in estrema sintesi, che conterrà un ampio dehor, quindi bar, pasticceria, birreria e mercato contadino al piano terra, dove sarà vissuto anche il cortile interno con eventi culturali; ai piani superiori il food court, cioé l’area di vendita di prodotti gastronomici di eccellenza del territorio e uno spazio espositivo che possa proporre iniziative in sinergia con le grandi mostre al San Domenico; di sopra il ristorante à la carte, i corsi promossi da Casa Artusi e infine spazi dedicati alle attività per i giovani e gli universitari.

Fin qui è un elenco, peraltro non esaustivo. Il di più, al centro del progetto messo a punto dall’agenzia di comunicazione Mn Comm (ha uffici a Roma e Milano), che da anni lavora su interventi simili in tutta Italia, è di farlo diventare il cuore pulsante della città. Di metterci l’anima, oltre al corpo, il software che faccia vivere l’hardware. "Sarà un unicum a livello nazionale, il centro di un sistema ecosostenibile e autosufficiente", dice Carla Icardi, direttrice divisione Food dell’agenzia che ha elaborato il progetto. Palazzo Talenti si occuperà di promozione e vendita, ristorazione, cultura e formazione. E anche sotto quest’ultimo profilo entra in ballo Casa Artusi con i suoi corsi. "Saranno coinvolti tanti attori – riprende Icardi – : Casa Artusi, le cooperative sociali, le aziende del territorio, gli enti culturali e la ristorazione".

Dunque, tante cose insieme. Alcune con finalità chiaramente profit, altre no. Come sarà tenuto insieme il tutto? "Non saremo noi i gestori, non è il nostro mestiere", precisano dalla Fondazione. Però una cabina di regia è indispensabile per far funzionare i vari organi e muoverli come fosse un corpo umano, non un gruppo disarticolato. "È vero, in linea di massima avremo tre poli: la ristorazione, la formazione e la vendita – spiega Icardi – . Non sarà possibile avere un solo store manager, ma serviranno almeno tre figure, con un capo che abbia la responsabilità complessiva, anche riguardo alla sostenibilità finanziaria del Palazzo".

A questo punto inizia la tappa successivo del percorso. Stabilito cosa vuole farci, la Fondazione passerà a selezionare le imprese e tutti gli altri soggetti che accetteranno la sfida. Le modalità? Da definire, anche se alcuni contatti sono già stati avviati. Di certo c’è che la priorità sarà accordata alle realtà del territorio, tutto sommato una scelta obbligata per un progetto denominato Casa Romagna. Non c’è, prudentemente, l’annuncio di quando sarà pronta la nuova veste di Palazzo Talenti Framonti, ma pare che l’orientamento sia di un avvio un passo alla volta, sia per ragioni organizzative, sia per attirare di più le attenzioni con aperture successive.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?