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12 apr 2022

"La mia laurea sull’ex Eridania: un’area che fa sognare in grande"

Fabrizio Taricone, studente di Architettura a Firenze, ha presentato un progetto sullo zuccherificio "Uno spazio immenso che potrebbe ospitare università, bar, teatro, galleria del vento e museo"

sofia nardi
Cronaca

di Sofia Nardi

Per l’ex Eridania i progetti non mancano: oltre a quelli del Comune, che riguardano soprattutto il grande parco che circonda gli edifici, arrivano anche quelli – particolarmente ambiziosi – pensati da Fabrizio Taricone, 25enne fiorentino che, lo scorso dicembre, si è laureato in Architettura con una tesi proprio sull’ex zuccherificio. Il titolo è eloquente: ‘Su dolci tracce’. "So che non verrà realizzato", premette, ma dimostra ancora una volta le potenzialità di un’area immensa collocata alle porte del centro.

Taricone, come ha avuto l’idea per la sua tesi?

"Io sono nato e cresciuto a Forlì, poi, quando avevo 10 anni, la mia famiglia si è trasferita a Firenze. Sono comunque rimasto molto legato alla mia città d’origine, conservo ancora molte amicizie e ho continuato a tornare spesso. Nella mia tesi volevo parlare di riuso e di archeologia industriale, perciò per me è stato abbastanza naturale pensare all’ex Eridania".

Quale futuro ha immaginato per l’ex zuccherificio?

"Ho pensato all’idea di farci un campus".

Forlì ha già un campus di recentissima inaugurazione.

"Certo, ma guardando i dati si nota subito che il polo forlivese sta crescendo in fretta. L’ex zuccherificio è enorme e offre ottime opportunità per realizzare un ulteriore campus distaccato con nuove funzioni. Non solo: nel mio progetto l’area non dovrebbe essere utilizzata solo dagli studenti, ma da tutti i cittadini".

La stessa filosofia del Campus di Forlì che serve anche come corridoio tra viale Corridoni e piazza Solieri e il cui giardino è accessibile a tutti.

"Esatto. Anche a me, quando mi trovo a Forlì, capita di utilizzare il Campus come passaggio e trovo che sia un principio molto bello: lo spazio per gli studenti è condiviso con il resto della città".

Entrando nello specifico, a quali funzioni dovrebbe essere destinato lo zuccherificio di domani?

"In quelli che una volta erano i depositi ho collocato uno studentato, mentre nel corpo centrale ci sono una mensa e un bar aperti a tutti. Gli spazi sono enormi, quindi, sempre nel corpo centrale, ho collocato anche un teatro smontabile in legno lamellare e un’emeroteca. Quest’ultima idea è anche un po’ un omaggio a quelle che sono state le mie fonti principali, visto che mi sono documentato sulla storia dell’Eridania soprattutto consultando riviste. Inoltre ho pensato a un museo che potrebbe servire per mostre temporanee e per ospitare pannelli che illustrino la storia dell’edificio".

Ha un progetto anche per il corpo laterale?

"Sì, ho sognato in grande: lì ho collocato una galleria del vento che potrebbe essere utile per la facoltà di Ingegneria. Si tratta di una grande struttura di tre piani per fare test nella fase di progettazione di diversi mezzi di trasporto".

Ha pensato, come il Comune di Forlì, anche al giardino?

"Certamente. Ho effettuato uno studio del parco ripensando i possibili percorsi, le piante da reinserire, quelle da eliminare… Ho anche progettato un’area parcheggio".

L’ex Eridania, quindi, secondo lei va considerata come un’area ricca di potenzialità?

"So che i problemi per la riqualificazione sono molti, diversi dei quali riguardano la proprietà dell’immobile".

Sull’ex fabbrica c’è anche un vincolo della Soprintendenza.

"So anche bene che il mio progetto specifico non verrà, ovviamente, realizzato. Devo dire, però, che oggi in Italia è importante orientarsi sulla rivalutazione e riqualificazione dei luoghi abbandonati: enormi spazi inutilizzati che possono essere una risorsa preziosa per le nostre città".

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