Quotidiano Nazionale logo
24 apr 2022

La paura di essere felici esiste, ma c’è soluzione

simonetta
Cronaca

Simonetta

Giunchi *

Le paure notturne rivelano che qualche fatto inconscio di notevole portata emotiva sta emergendo alla coscienza disturbando il suo sonno. Quando l’angoscia diventa insostenibile il sonno non è più ristoratore e possono scatenarsi sintomi nevrotici come le fobie. Lei conoscerà l’agorafobia e la claustrofobia. Meno nota e meno frequente è la Cherofobia, la paura di essere felici. Si manifesta nella forma di una repulsione per l’allegria e il godimento della vita e può diventare un ostacolo per il benessere e, di conseguenza, per la salute. Questa paura può avere origini molto diverse, tra cui un’educazione troppo rigida o troppo protetta, un carico di responsabilità eccessivo, può nascere da una solitudine esagerata che diventa soffocante, da forme di lutto gravi, mai risolte.

Nella mia esperienza ho guidato più persone fuori dal tunnel della paura di essere felici. Ho incontrato più donne con aborti alle spalle, spontanei o indotti, che pensavano di avere risolto; dovettero ricredersi quando scoprirono che in loro esisteva ancora quel senso di colpa nel sentirsi madri figlicide. Colpa che produceva un’angoscia intollerabile; si ripresentava ogni volta che di fronte alle conquiste della vita queste donne si sentivano tristi o indifferenti e mai felici delle loro realizzazioni. La soluzione? Fare pace con quel senso di colpa che porta a punirsi rendendosi infelici.

Altre persone scappano dalla calma come se fosse un tormento. A loro pare strano vivere senza preoccupazioni e allora si preoccupano quando stanno bene. Questo atteggiamento è normalmente il frutto di una vita passata piuttosto tormentata. Collezionare molteplici esperienze negative intervallate da pochi brevi periodi di tranquillità può produrre a lungo andare uno stato di costante allerta perché la paura di stare male è in agguato. Queste persone portano all’estremo il detto: "meglio prevenire che curare". Competono con la vita per anticipare qualsiasi pericolo, creandone però degli altri. Questo modo di agire, infatti, è un attacco costante e senza tregua contro la propria salute.

Come affrontare l’autosabotaggio? Prendete coscienza dei vostri comportamenti autodistruttivi, rifiutate i limiti che vi siete imposti come il ‘non posso esprimere ciò che provo e penso’ o il ‘non posso farcela’ o ancora ‘non posso essere allegra perché è sconveniente date le situazioni che mi affliggono)’ per esempio perché sono in lutto o perché mio marito sta male. Abbiate fiducia nella vostra felicità e non confondetela con la giustizia. Godete di ciò che arriva, di ciò che la vita vi porta.

Dopo aver preso coscienza del fatto che la paura di essere felici non è un problema reale e che ha una soluzione tangibile, Il consiglio che do a Valeria e ai lettori è: provate a capire qual è l’origine della situazione e degli elementi che in qualche modo alimentano il vostro stato emotivo. Questi saranno i vostri obiettivi. Se sentite il problema come un buco profondo rivolgetevi a un terapeuta altrimenti provate ad aprirvi con chi sa ascoltarvi. Pian piano lo capirete se la vostra voglia di verità è autentica. Consiglio l’ascolto della canzone ‘Cherofobia’ cantata dalla giovanissima Martina Attili.

* psicologa e psicoterapeuta

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?