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1 apr 2022

’L’anello forte’ sono le donne e le loro storie

In scena domani al teatro Diego Fabbri con l’interpretazione di Curino e Vasini. Il testo è tratto dalle interviste dello scrittore Nuto Revelli

rosanna ricci
Cronaca
’L’anello forte’ è interpretato dalle attrici Laura Curino e Lucia Vasini
’L’anello forte’ è interpretato dalle attrici Laura Curino e Lucia Vasini
’L’anello forte’ è interpretato dalle attrici Laura Curino e Lucia Vasini

di Rosanna Ricci

Il teatro Diego Fabbri di Forlì ospiterà, domani alle 21, lo spettacolo ‘ L’anello forte’ interpretato dalle attrici Laura Curino e Lucia Vasini. Il testo è tratto dalle oltre 270 interviste fatte dallo scrittore Nuto Revelli ( 1919 - 2004) a donne delle vallate cuneesi per mettere a nudo le condizioni di vita nelle campagne e l’emigrazione nel dopoguerra verso le grandi industrie cittadine. Sono testimonianze di donne che sono state ‘l’anello forte’ (titolo del libro e dello spettacolo) della società alla fine degli anni ’70 in Piemonte, tra il Cuneese e le Langhe, regione da sempre zona di accoglienza di migranti dal Sud Italia.

Il testo è un omaggio alle donne attraverso le loro voci ruvide, ironiche e anche taglienti, dove non appare mai il compatimento, anzi , al contrario, si mostra anche l’aspetto divertente delle loro storie. Aspetto quest’ultimo che, assieme al pudore con cui le donne mascherano forme di tenerezza, induce alla commozione. Poi ci sono anche momenti di gioia quando, dopo ore di lavoro faticoso, le donne desiderano cantare e anche ballare.

Sono donne che non stanno zitte davanti alle ingiustizie ma si ribellano e le denunciano. In queste storie c’è di tutto: dai soprusi all’emancipazione, dai lavori nei campi a quelli nell’industria, dal desiderio di libertà e all’attenzione verso il futuro proprio e quello dei loro figli, alla responsabilità dei rapporti familiari.

La regia dello spettacolo è firmata da Anna Di Francisca che ha fatto un’accurata scelta di storie, aggiungendo al testo di Revelli materiali di repertorio del Polo del ’900 di Torino, dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Ivrea relativi alla vita delle donne in quegli anni, con le foto scattate da Bruno Murialdo e altre fonti sul lavoro femminile e sull’emigrazione.

A tutto questo va aggiunta la musica originale composta da Paolo Perna e la presenza di documenti, foto e filmati originali. Uno spettacolo che fa riflettere sulla modernità, perché "credo che in questo momento storico sia interessante riflettere sulla modernità e l’efficacia di questo lavoro – scrive la regista Di Francisca – degno di un antropologo, di un attento ascoltatore di testimonianze che altrimenti non avremmo mai avuto. Le riflessioni di queste donne continuano ad essere fonte di dibattito soprattutto per quello che riguarda il rapporto diretto con i temi dell’emigrazione. Ieri le donne del Sud d’Italia, oggi le donne, ma non solo le donne, del Sud del mondo".

Il costo dei biglietti: 29 euro (Platea file 1-17); 27 euro (Platea file 18-25 e Galleria). Prevendite: presso la biglietteria diurna del Teatro Fabbri (Via Dall’Aste) dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18. Nel giorno dello spettacolo la biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio della rappresentazione. Prenotazioni telefoniche (0543 26355): dal martedì al sabato. Per quanto riguarda i biglietti online sono invece acquistabili sulla piattaforma Vivaticket. Per informazioni è possibile chiamare il numero 0543.26355 oppure visitare il sito internet: accademiaperduta.it.

Si ricorda inoltre che, secondo le norme vigenti, l’accesso ai Teatri per i maggiori di 12 anni è consentito esclusivamente se in possesso di Super green pass e, a esclusione dei bambini sotto i 6 anni, è necessario indossare mascherine di tipo ffp2 dal momento dell’ingresso e per tutta la durata dello spettacolo.

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