Quotidiano Nazionale logo
22 apr 2022

Le mostre fotografiche di Forlì ormai fanno scuola

Più che metterla sul piano della tenzone di campanile, signor Silvani, proverei a mettere a fuoco il significato di queste proposte culturali. All’interno della Settimana del Buon Vivere (poi diventata Festival), nel 2015 fu ospitata, come lei ricorda, la mostra Icons and Women di Steve McCurry. Il successo fu clamoroso – oltre 75 mila presenze – e forse in parte inaspettato. Da allora a settembre, in concomitanza col Buon Vivere, l’appuntamento con la fotografia a sfondo sociale richiama a Forlì un pubblico, in particolare i giovani, che non è solito frequentare le rassegne artistiche.

L’idea di Monica Fantini, promotrice del Buon Vivere, ha aperto un filone molto interessante. Lo stesso Elliott Erwitt, sia pure meno noto rispetto a McCurry, che poi è tornato in città con ’Cibo’, ha ottenuto una buona quota di visitatori. La potenza dell’immagine, che si è ormai imposta ovunque, viene declinata, nelle rassegne organizzate ai Musei San Domenico, con l’impegno civile, sociale e politico: è questo che differenzia il ’modello Forlì’ da tante rassegne itineranti che si comprano ’chiavi in mano’. Emblematica fu, a questo proposito, la mostra del brasiliano Sebastião Salgado (nel 2016), che è non solo un fotoreporter, ma anche un intellettuale e un attivista. Allo stesso modo è stata carica di significati la rassegna Essere Umane, sulle grandi fotografe, l’ultima proposta. Il tema ora è riuscire a mantenere un livello così alto e immaginare un’estensione della mostra che possa, per fare solo un esempio, coinvolgere gli studenti del Liceo artistico e musicale.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?