Una foto scattata pochi giorni prima che Leo, a fine maggio, avesse i primi sintomi
Una foto scattata pochi giorni prima che Leo, a fine maggio, avesse i primi sintomi

Forlì, 6 giugno 2021 - E’ stata con lui fino all’ultimo istante, straziata nel cuore e nell’anima quanto straripante d’amore: era lì Lucia in quella stanza di Rianimazione all’ospedale Infermi di Rimini dove poi, alle 3.10 di ieri notte, il cuore del figlio ha smesso di battere. Non ce l’ha fatta Leonardo Monaco a sopravvivere alla terribile emorragia cerebrale, che lo aveva colpito giovedì pomeriggio: la mamma non aveva voluto lasciarlo un attimo, in questo suo triste ultimo viaggio ad appena 16 anni.

Aggiornamento L'addio a Leonardo

Leo è con la madre Lucia, la sorella Margherita e, davanti a lui, la fidanzata Sara

Leucemia fulminante cos’è, risponde l’esperto


Una malattia vigliacca quanto tremenda, una leucemia mieloide acuta fulminante, se lo è portato via nel giro di una sola settimana: una morte che lascia attoniti e storditi per tanta cattiveria del destino. "L’ho coccolato continuamente, anche se lui era in coma. Gli ho parlato tanto, ho anche messo la musica di Enya. Ho voluto che sentisse che ero lì": piange a dirotto Lucia Valgimigli, e non può che essere così, raccontando le ultime ore del suo caro, carissimo Leo, con lei e il suo compagno Giovanni lì al suo fianco. E poi rivela: "Non avevano staccato le macchine, anche se non c’era più speranza, perché restava un piccolissima attività cerebrale. Ho pensato che combattesse per non lasciarmi. Gli ho sussurrato, col cuore spezzato, che ero pronta a lasciarlo andare’. E Leonardo si è spento da solo, senza intervento alcuno: le macchine accese.

Leonardo con la sorella e con il padre Roberto Monaco
Lucia è stata tutta la settimana con il figlio all’ospedale di Rimini, dove erano stati inviati dopo gli esami del sangue fatti il 29 maggio in pronto soccorso a Forlì: da sospetta leucemia a conclamata, purtroppo, il passo è stato breve. Una forma acutissima "che persino i medici – dice – hanno detto di non aver quasi mai visto". E Lucia nella sua forza d’animo, trova un momento per esprimere la sua riconoscenza allo staff del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infermi: "Sono stati eccezionali, con una umanità immensa, ci hanno trattato come se fossimo in famiglia, sempre attenti e vicini, con grande umanità. Ringrazio sia la responsabile,la dottoressa Roberta Pericoli, sia la psicologa Samanta Nucci, ma tutti, davvero tutti, sono stati splendidi. Hanno fatto di tutto anche a livello medico".


E in tanti piangono in queste ore Leonardo. La fidanzata Sara, fra l’altro figlia del compagno della madre, era la sua gioia: "Mi ha detto durante il ricovero – racconta Lucia –, che una volta uscito di lì avrebbe voluto fare con lei una vacanza a New York". Lo piangono il padre Roberto e la sorella minore Margherita, le nonne Giovanna e Gina, zii e cugini: tutti sconvolti da questa tragedia, consumatasi nel giro di pochissimi giorni, dalla scoperta di macchioline sulla pelle, lui che fin da piccolo non aveva sofferto mai di nulla, "nemmeno di un raffreddore". Leo era forte, solare, giocava a basket, aveva tanti amici, come Jacopo, Marta (la sorella della fidanzata), Federica, Davide e Simone. E tanti altri. Lo piangono all’Iti Marconi, la sua scuola dove stava per concludere il terzo anno nella classe ad indirizzo elettrotecnico.


Ieri Leonardo è stato riportato a Forlì, alla camera mortuaria dell’ospedale, da dove domani partirà il suo breve ultimo viaggio: da lì, alle 16, il feretro andrà nella vicina chiesa di Vecchiazzano, il quartiere dove abitava, per la cerimonia religiosa, quindi la salma sarà tumulata nel locale cimitero. Intanto la mamma Lucia trova un po’ di conforto nei tanti messaggi che le giungono: "Sono sommersa dall’affetto che tanti mi dimostrano per Leo. Sarà sempre con me. Con noi".