Forlì, 7 giugno 2021 –  "Ora che sei lassù, sai la verità di quanto sei stato amato da tutti noi. Grazie Leonardo". Queste le parole di commiato del papà di Leonardo Monaco, il sedicenne forlivese morto giovedì scorso per un'emorragia cerebrale a seguito della leucemia mieloide acuta che gli era stata diagnosticata solo lunedì. Il rito religioso si è svolto oggi alle 16,30 presso la parrocchia di Vecchiazzano, luogo dove Leonardo viveva insieme alla madre e alla sorella.

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La folla commossa di parenti, amici e compagni di classe è stata ospitata sotto il tendone che si trova di fianco alla chiesa. Anche il tempo è stato clemente, solo alcune gocce di pioggia, mentre nuvoloni neri sorvolavano il cielo sopra Forlì. Alle esequie erano presenti anche gran parte dei componenti della giunta cittadina, il padre Roberto è segretario del vice sindaco. A ricordare Leonardo anche la testimonianza dello zio, Alessandro Valgimigli, che dall’altare ha letto, commosso, alcune righe scritte poche ore prima. “Sarà dura non sentirti giocare fuori dalla finestra della casa a Tredozio, insieme ai tuoi cugini”. Tanti palloncini bianchi hanno infine salutato per l’ultima volta il giovanissimo studente dell’Itis Marconi, poco prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero del paese.

Appena una settimana fa era arrivato il terribile responso di una visita medica: leucemia mieloide, una forma acuta e aggressiva, fulminante. La diagnosi si è abbattuta su Leonardo, 16 anni. Un destino con il quale la convivenza è stata brevissima: subito il ricovero a Rimini, in Oncologia Pediatrica; poi l’emorragia cerebrale, il coma; le speranze svanite già venerdì; alle 3.10 di sabato mattina, il giovane cuore di Leo si è fermato.

Oggi, lunedì 7 giugno, l’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale di Vecchiazzano. Il padre di Leonardo, Roberto, è dipendente del Comune di Forlì: per consentire ad assessori e consiglieri di stargli vicino in questo momento, è stata posticipata di due ore la seduta odierna.

La vita di Leonardo si è consumata velocemente, troppo. Fino a poche settimane prima, dicono i familiari, non c’erano avvisaglie. I primi sospetti sono arrivati dalle analisi del sangue a Forlì, sabato 29 maggio. Non tutto sembrava perduto: i sanitari dell’ospedale ‘Infermi’ di Rimini hanno deciso di iniziare subito la chemioterapia, un percorso terapeutico lungo sei mesi che dà la possibilità di guarire nell’80% dei casi. Leonardo si fa forza: "Quando il ricovero sarà finito vorrei fare una vacanza a New York con Sara", aveva detto pensando alla fidanzata. Ma già giovedì pomeriggio è stato colpito da emorragia cerebrale. E subito le speranze sono parse sfumare. "Una forma acutissima che i medici hanno detto di non aver quasi mai visto", ha raccontato mamma Lucia.

La mamma non lo ha mai lasciato solo durante il coma. Ha messo la sua musica preferita, quella di Enya. "L’ho coccolato tanto, gli ho parlato continuamente, ho voluto che sentisse che ero lì", ha raccontato in lacrime. Da venerdì sera, l’attività cerebrale era minima. Ma ancora le macchine che lo tenevano in vita non erano stata spente. "Ho pensato che combattesse per non lasciarmi. Ho sussurrato, col cuore spezzato, che ero pronta a lasciarlo andare". Poco dopo, la vita di Leonardo si è spenta. In questi giorni, è stato enorme il cordoglio che si è riversato sui genitori, sulla sorella Margherita di appena 13 anni. "Leo sarà sempre con noi".

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