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6 apr 2022

L’incognita della guerra incombe sulla ripresa

Il rapporto economico della Camera di commercio: nel 2021 forte crescita sull’anno precedente. Ma ora gli scenari futuri sono stati corretti al ribasso

6 apr 2022
Alberto Zambianchi, presidente dell’ente camerale, durante il suo intervento
Alberto Zambianchi, presidente dell’ente camerale, durante il suo intervento
Alberto Zambianchi, presidente dell’ente camerale, durante il suo intervento
Alberto Zambianchi, presidente dell’ente camerale, durante il suo intervento
Alberto Zambianchi, presidente dell’ente camerale, durante il suo intervento
Alberto Zambianchi, presidente dell’ente camerale, durante il suo intervento

Risalita della produzione, delle esportazioni, delle presenze turistiche e in lievissima misura anche dell’occupazione, oltre al calo delle ore di cassa integrazione: questo il miglioramento fra il 2021 e il 2020, secondo il rapporto sull’Economia presentato ieri dalla Camera di commercio di Forlì-Cesena e Rimini. Ma se si guarda avanti, all’anno in corso, gravano le incognite della guerra in Ucraina; le previsioni, affidate a Prometeia, sono relative a gennaio e devono ora essere ricalibrate.

Nel 2021 il valore aggiunto è incrementato del 7,2%, tre mesi fa s’immaginava una crescita del valore aggiunto pari al 4,5% a Forlì-Cesena e al 3,7% a Rimini. La parziale ripresa dopo la fase più acuta della pandemia si è tradotta solo debolmente in posti di lavoro. Iltasso di occupazione (15-64 anni) nel territorio è pari al 67% (era del 66,5% nel 2020), minore del dato regionale (68,5%) ma superiore alla media nazionale (58,2%); la disoccupazione è al 6,3% (contro il 7,4% nel 2020). Le due province confermano la loro vocazione all’export.

L’anno passato le vendite all’estero delle aziende di Forlì-Cesena e Rimini sono state pari a 6 mila 621 milioni di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2020, in linea con la variazione regionale (+16,9%) ma inferiore al dato nazionale (+18,2%).

Cosa portiamo oltre confine? macchinari e gli apparecchi meccanici, prodotti tessili, abbigliamento e calzature (quest’ultime risentono già del conflitto in corso), mobili e prodotti alimentari.

I principali Paesi di destinazione delle esportazioni risultano, nell’ordine, la Francia (12,7% del totale), la Germania (10,9%), gli Stati Uniti (10%), il Regno Unito (5,1%), la Polonia (4,4%), la Spagna (4,3%), i Paesi Bassi (3,1%), la Cina (3%), la Russia (2,7%) e il Belgio (2,6%); a parte la diminuzione verso il Regno Unito (-8,2%, effetto lungo della Brexit), tutti gli altri Paesi registrano un incremento, con il maggiore che spetta agli Stati Uniti (+36,7%).

Il report si sofferma poi su alcuni aspetti più dinamici. Le start up innovative sono 162 (+4,5% rispetto al 2020) e operano in prevalenza nel settore dei servizi; le imprese ’green’ invece sono 1096 (+5,9%) e sono attive nell’agroalimentare, nel ciclo dei rifiuti, nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica.

Infine, i dati provvisori relativi al movimento turistico del 2021 rilevano un sensibile aumento annuo degli arrivi (3,6 milioni di unità), pari al +36,1%, e delle presenze (16,8 milioni, +38,3%). I comuni della riviera assorbono ben il 94,7% delle presenze complessive; inoltre il 75,6% del totale delle presenze territoriali si concentra nei tre mesi della stagione estiva.

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