Predappio (Forlì), 9 novembre 2018 - "Un errore, una leggerezza dovuta allo stress». Tuttavia «non mi aspettavo un riscontro mediatico di questo tipo. Mi sono sentita un bersaglio. Per ora non ho risposto a insulti e minacce, però sono arrivata al limite». Dichiarazioni di Selene Ticchi D’Urso, illustre sconosciuta fino al 28 ottobre scorso, quando la sua immagine a Predappio, con la maglietta ‘Auschwitzland’ nel corso delle celebrazioni dell’anniversario della Marcia su Roma hanno fatto il giro del mondo. La donna ha militato in Forza Nuova, formazione dalla quale è stata sospesa.

«Io continuo a camminare a testa alta e andrò avanti nell’attività politica – prosegue –. Non ho commesso il reato di apologia del fascismo, su questo sono più che tranquilla», continua la donna, già candidata alle comunali di Budrio per Aurora Italiana. Una frase pronunciata dopo che l’Associazione nazionale partigiani ha presentato una querela per apologia di fascismo contro coloro che hanno partecipato (circa duemila persone) al corteo del 28 ottobre. Per l’Anpi «tutti» sono passabili di denuncia. Non solo: nel mirino ci sono anche coloro che quella sfilata non l’hanno bloccata.

LEGGI ANCHE In 2mila per la marcia su Roma

PREDA_34616108_133324

«Il 10 ottobre – ha detto ieri al Carlino il vice presidente dell’Anpi nonché suo legale, Emilio Ricci –, avevamo spedito una comunicazione a prefetto e questore di Forlì e al sindaco di Predappio, con la quale si chiedeva di vietare la manifestazione del 28, in quanto avrebbe prestato il fianco a diversi reati. La cerimonia si è tenuta ugualmente: riteniamo che la procura sia stata avvisata di questo pericolo, da noi preannunciato, da una di queste istituzioni citate. Starà ora alla procura di Forlì valutare i fatti e le carte».

Anche il museo di Auschwitz ha denunciato SeleneTicchi alla procura locale, considerando la t-shirt una provocazione che irride l’ex campo di sterminio nazista. Il caso, poi, è approdato in Parlamento con l’interrogazione parlamentare del senatore di Leu, Francesco Laforgia al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Tornando alla querela presentata dall’Anpi questa verrà valutata nei prossimi giorni dal procuratore capo di Forlì, Maria Teresa Cameli; al vaglio dell’ufficio inquirente c’è poi il dossier sul 28 ottobre consegnato alla magistratura dagli agenti della Digos, che hanno identificato i partecipanti al corteo.