Un operatore sanitario si appresta a inoculare il siero (Salieri)
Un operatore sanitario si appresta a inoculare il siero (Salieri)
Quanti sono i lavoratori dell’Ausl Romagna che hanno ricevuto due dosi di vaccino? I medici sono l’85,1% del totale, quelli di medicina generale l’84,4% e gli infermieri il 76,8%. Questi i numeri forniti ieri in commissione consiliare da Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia di Pievesestina. Sambri ha evidenziato un miglioramento complessivo in Romagna: siamo passati da 5mila casi di tre settimane fa a 3.200, con una percentuale di positivi (rispetto ai tamponi processati) scesa dal 12% di fine febbraio al 10,1% di martedì. "La strada...

Quanti sono i lavoratori dell’Ausl Romagna che hanno ricevuto due dosi di vaccino? I medici sono l’85,1% del totale, quelli di medicina generale l’84,4% e gli infermieri il 76,8%. Questi i numeri forniti ieri in commissione consiliare da Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia di Pievesestina. Sambri ha evidenziato un miglioramento complessivo in Romagna: siamo passati da 5mila casi di tre settimane fa a 3.200, con una percentuale di positivi (rispetto ai tamponi processati) scesa dal 12% di fine febbraio al 10,1% di martedì. "La strada è lunga, ma abbiamo imboccato la discesa – ha detto –. Questo lo si vedrà nei numeri degli ospedali i prossimi giorni". Sbagliato dire che "nulla è stato fatto tra la prima ondata, conclusa a fine maggio 2020, e la seconda, perché con quest’ultima i numeri sono raddoppiati. Nonostante questo abbiamo continuato a garantire i servizi ospedalieri, e questo significa aver lavorato in maniera straordinaria dal punto di vista organizzativo". A Pievesistina si lavora per sequenziare il virus e le sue varianti (per farlo si spenderanno, da qui a luglio, 368mila euro). "Le scuole, è un’opinione personale, dobbiamo tenerle aperte. Stiamo togliendo qualcosa di essenziale a una generazione".

L’altro relatore era Marco Senni, presidente Opi, l’Ordine professioni infermieristiche provinciale: ha ribadito che "chi svolge questa professione, per quanto mi riguarda, ha l’obbligo di vaccinarsi". Pur ammettendo di non avere numeri precisi sul numero di colleghi vaccinati a Forlì-Cesena, ha ricordato che ora per legge gli operatori sanitari devono immunizzarsi. Martedì l’Ordine professioni infermieristiche ha inviato in Regione l’elenco dei suoi iscritti, così che le autorità sanitarie possano avere un quadro completo di quanti devono ancora vaccinarsi. Resta però un problema: come utilizzare, professionalmente parlando, chi non intende immunizzarsi? A porre il tema è stata la consigliera Maria Teresa Rinieri (Forlì Cambia): "Gli infermieri sono pochi. La prossima settimana, nel campus di Ravenna, se ne laureeranno 15. Sono pochissimi. L’infermiere che non si vaccina, dove viene spostato? Come viene utilizzato?".

Il rischio è che si creino ‘buchi’ in organico (la legge parla, ‘ove possibile, di ricollocazione’), con disagi nell’erogazione dei servizi infermieristici. Anche Massimo Marchi (Italia Viva), ha chiesto "quanti operatori sanitari dell’Ausl Romagna hanno rifiutato di vaccinarsi? Quali provvedimenti ha preso l’azienda?". Senni ha spiegato che "la direzione si sta muovendo. E chi ha mostrato resistenza iniziale al vaccino sta cambiando idea". La ricollocazione "è un problema, perché i numeri in termini di organico non li abbiamo. Mi auguro di non arrivare a questa situazione". Nel caso in cui un iscritto non intenda vaccinarsi "dovremo prendere provvedimenti".

l.b.