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30 giu 2022
marco bilancioni
Cronaca
30 giu 2022

Morrone: "Zattini più civico? Bene, ma anche Fratelli d’Italia ci sarà"

Il segretario della Lega: "In Romagna siamo alleati ovunque, sono ottimista anche per Forlì. Anche chi lo voleva sfiduciare partecipa alle iniziative lanciate dall’assessore Melandri"

30 giu 2022
marco bilancioni
Cronaca
Jacopo Morrone, deputato e numero uno della Lega in Romagna, scatta un selfie insieme a Gian Luca Zattini
Jacopo Morrone, deputato e numero uno della Lega in Romagna, scatta un selfie insieme a Gian Luca Zattini
Jacopo Morrone, deputato e numero uno della Lega in Romagna, scatta un selfie insieme a Gian Luca Zattini
Jacopo Morrone, deputato e numero uno della Lega in Romagna, scatta un selfie insieme a Gian Luca Zattini
Jacopo Morrone, deputato e numero uno della Lega in Romagna, scatta un selfie insieme a Gian Luca Zattini
Jacopo Morrone, deputato e numero uno della Lega in Romagna, scatta un selfie insieme a Gian Luca Zattini

di Marco Bilancioni

Jacopo Morrone, deputato e segretario della Lega in Romagna, che ne pensa di ciò che è accaduto lunedì in consiglio comunale?

"Non sono preoccupato".

Anche lei, come Zattini, è pronto a sacrificare Fratelli d’Italia?

"No, anzi. In Romagna, nelle recenti amministrative, Lega e FdI sono stati alleati ovunque. Sono assolutamente ottimista sul fatto che anche il loro partito sarà con noi alle prossime amministrative. E poi c’è una notizia che mi ha fatto molto felice".

Quale?

"Il fatto che la città di Forlì avrà un sindaco come Zattini per dieci anni".

Beh, certamente ha detto che si ricandida. Per lei è scontato che ri-vinca?

"Guardi, io vedo una giunta che lavora, che ha progetti, che ha la fiducia dei cittadini".

Zattini però, e questo riguarda anche l’alleanza con Fratelli d’Italia, ha detto che potrebbe cambiare maggioranza. La Lega si troverebbe bene in una coalizione più centrista o più civica?

"Io dico che serve l’aiuto di tutti, poi vedremo con quale formula: due anni in politica sono un’era glaciale".

Fu lei nel 2019 a voler puntare su un candidato cattolico, ex Dc, senza tessere di partito.

"Infatti la formula del civismo mi piace. Nel 2024 vorrei che avessimo una lista dei quartieri, che dia rappresentanza, a fianco di Zattini, a chiunque voglia impegnarsi, da ogni parte della città, a prescindere dalle proprie esperienze politiche pregresse".

Lei si definisce ottimista. La mozione di sfiducia a Melandri non è un solco incolmabile?

"Dal mio punto di vista, è stata una mozione che non doveva esserci. Se c’è stata, è evidente che è stato commesso un errore. Lavorando insieme quotidianamente può esserci uno screzio. Ma qualche errore si può perdonare".

Il patrocinio per lei è stato un errore? Zattini ha detto qualcosa di leggermente diverso: che non è d’accordo con la teoria gender, ma darlo era giusto.

"Mi spiego meglio: è stato un errore di comunicazione, burocratico. Sicuramente gli spazi andavano concessi e, se vogliono, la festa si può rifare senza problemi. E bisognerebbe intendersi su cos’è un patrocinio: se si dà a tutto ciò che è dentro la legge, bene concederlo. Melandri ha chiarito la propria posizione: bastava che la spiegasse prima".

Melandri o, come ha detto Fratelli d’Italia nel dibattito, il sindaco...

"Melandri o chi per lui... Ma parliamoci chiaro: Melandri lavora bene e tanto, è sotto gli occhi di tutti. Su Facebook, qualche tempo fa, ho visto le foto dei consiglieri che lo volevano sfiduciare tra i partecipanti a un’iniziativa lanciata dallo stesso Melandri. È stato discutibile come ha gestito il patrocinio, ma ripeto: un errore si può perdonare".

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