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4 mag 2022

"No al Museo del Fascismo a Predappio, ma si va avanti"

Il sindaco Canali ribatte alle voci di stallo nel recupero dell’ex Casa del fascio

4 mag 2022
fabio gavelli
Cronaca
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Il sindaco di Predappio, Roberto Canali
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Il sindaco di Predappio, Roberto Canali

Predappio (Forlì), 4 maggio 2022 - "È ancora in parte da definire cosa dovrà contenere l’ex Casa del Fascio, di sicuro è stata abbandonata l’idea del Museo del fascismo". Dopo le recenti polemiche sorte in relazione alla mostra ’O Roma o morte’, chiediamo a Roberto Canali, sindaco di Predappio, di fare il punto sul progetto che da anni fa discutere.

Sindaco Canali, a gennaio la Soprintendenza ha approvato il progetto di ristrutturazione dell’edificio inaugurato nel 1937: cosa manca per passare all’appalto dei lavori?

"La Soprintendenza ha chiesto ai progettisti dello Studio Valle di Roma alcune modifiche e integrazioni. Mi risulta che siano in dirittura d’arrivo, poi nel giro di alcuni mesi la centrale unica di committenza dell’Unione dei comuni della Romagna Forlivese si occuperà del bando".

Conferma che sarebbe un successo aprire il cantiere entro il 2022?

"Io ci spero, ma sono l’ultimo a poter indicare delle date. Abbiamo già avuto infiniti problemi, i tempi si sono dilatati".

L’incarico dello Studio Valle oltre alla progettazione esecutiva della parte edilizia comprende anche il contenuto dell’ex Casa del Fascio, cioè a cosa sarà adibita?

"No, quest’ultima spetta all’amministrazione comunale. Per ora abbiamo deciso di non fare il Museo del fascismo: a Predappio è difficilmente affrontabile, sono troppi i fattori divisivi. Pensiamo invece a un Centro studi permanente sull’architettura razionalista".

Esiste già un progetto pronto sull’allestimento e le destinazioni dei vari piani dell’edificio?

"No. Ci sono ovviamente delle idee, come il fatto che la struttura sia fruibile a tutti, ma la definizione complessiva maturerà mentre saranno in corso d’opera i lavori. Ora siamo concentrati nel far partire il cantiere per il primo stralcio".

Da tempo avete a disposizione 3,5 milioni: i fondi provenienti dal ministero dei beni culturali e della Regione hanno delle scadenze per essere investiti?

"Per il finanziamento di 1,5 milioni del ministero mi risulta che non ci siano problemi. Quanto alla parte della Regione, che è di 1 milione, non ho avuto risposte precise: presto faremo un incontro per capire meglio se vanno spesi entro una certa data".

Quanto ci vorrà per completare l’intervento?

"Almeno 7 milioni, forse di più visti i recenti rincari dei materiali".

Come pensate di trovare le rimanenti risorse?

"I soggetti ai quali rivolgersi per ottenere i finanziamenti sono sempre gli stessi. Abbiamo fatto richiesta anche per i fondi del Pnrr, ma ancora è presto per avere risposte. Abbiamo partecipato al bando sulla rigenerazione urbana emesso dalla Regione, purtroppo non siamo stati fra i beneficiari, ma siamo comunque in graduatoria. Stiamo valutando varie possibilità".

 

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