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20 apr 2022

"Nel deserto per capire la siccità Ormai cambia anche la vendemmia"

Coldiretti ha portato a Dubai alcuni giovani imprenditori. L’esperienza di Miranda Poppi, bertinorese: "I fenomeni climatici hanno alterato il ritmo delle stagioni, superano la nostra organizzazione"

20 apr 2022
maddalena de franchis
Cronaca

di Maddalena de Franchis

La bertinorese Miranda Poppi ha 31 anni e da cinque gestisce la cantina che porta il nome di sua madre, Giovanna Madonia, tuttora al timone dell’azienda. Quattordici ettari di vitigni autoctoni sulle pendici di Montemaggio, che le due donne coltivano con rigore e passione, nel rispetto della tradizione – ormai desueta – del cosiddetto ‘allevamento ad alberello’. Ma poiché occorre guardare con un occhio anche al futuro, Miranda è stata tra gli imprenditori che hanno partecipato, nei giorni scorsi, al viaggio studio a Dubai. Tema: sviluppare l’agricoltura tenendo conto delle insidie sempre maggiori della siccità.

Miranda Poppi, obiettivo del viaggio era approfondire, tra le dune del deserto, le strategie di gestione dell’azienda agricola in condizioni di siccità.

"Obiettivo pienamente centrato: siamo entrati in contatto con realtà che investono sull’innovazione tecnologica per praticare l’agricoltura senza acqua né suolo e abbiamo esplorato le soluzioni da loro adottate per non sprecare acqua e riciclare le acque reflue. Accorgimenti che consentono di ottenere un prodotto di alta qualità, nonostante l’asprezza delle condizioni climatiche e ambientali".

Accorgimenti che dovrebbero entrare anche nell’agricoltura di casa nostra?

"Sebbene a molti appaia prematuro, sì, sono convinta che dovremmo cominciare a farne uso. Questo viaggio è stata anche l’occasione per confrontarci tra noi e capire che, pur provenendo da imprese con specializzazioni diverse, localizzate in terreni differenti, riscontriamo tutti le medesime criticità".

Di che genere?

"Facciamo i conti con fenomeni climatici che vanno ben al di là delle nostre capacità di programmazione: negli ultimi anni siamo stati costretti a riorganizzare tempi e modalità di coltivazione consolidati da decenni. Nel nostro caso, ad esempio, abbiamo dovuto anticipare la vendemmia di diverse settimane per cercare di andare incontro ai ritmi alterati delle stagioni".

Lei e sua madre Giovanna gestite un’azienda agricola tutta al femminile, ereditata dal bisnonno Pietro. Si è mai scontrata con gli stereotipi che vedono l’agricoltura come un settore maschile?

"È un pregiudizio duro a morire, ma tra i giovani è diverso: anche in Coldiretti noi giovani imprenditrici siamo un manipolo molto nutrito".

Di recente si è aperto il bando Ismea per i giovani agricoltori. Consiglierebbe a un suo coetaneo di partecipare?

"Certamente. Suggerirei, però, di farsi affiancare per il bando da un’associazione di categoria o da personale esperto".

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