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3 lug 2022
3 lug 2022

"Noi civici non facciamo polemiche Ma quel patrocinio resta un errore"

Elio Dogheria, capogruppo di ‘Forlì Cambia’: "Zattini meno legato ai partiti? Noi offriremo risposte". Però ribadisce: "Sulle famiglie arcobaleno, non si doveva cedere al relativismo culturale"

3 lug 2022
Elio Dogheria con il sindaco Gian Luca Zattini durante la scorsa campagna elettorale
Elio Dogheria con il sindaco Gian Luca Zattini durante la scorsa campagna elettorale
Elio Dogheria con il sindaco Gian Luca Zattini durante la scorsa campagna elettorale
Elio Dogheria con il sindaco Gian Luca Zattini durante la scorsa campagna elettorale
Elio Dogheria con il sindaco Gian Luca Zattini durante la scorsa campagna elettorale
Elio Dogheria con il sindaco Gian Luca Zattini durante la scorsa campagna elettorale

Elio Dogheria, capogruppo di Forlì Cambia: alla luce delle parole pronunciate lunedì dal sindaco Zattini in consiglio comunale, rispetto al fatto che andrà avanti anche con un’altra maggioranza, lei pensa che la lista civica acquisirà più peso da qui a fine legislatura?

"Guardi, noi siamo concentrati a dare un contributo di analisi critica e di idee per offrire risposte sui problemi della città. Non ci interessano le polemiche fine a se stesse neanche all’interno della maggioranza. Noi riteniamo che la politica non debba ridursi solo a una denuncia mediatica dei problemi dei cittadini in particolare sui social ma saper indicare anche delle soluzioni".

I progetti civici cosa hanno di diverso rispetto ai partiti, in un momento di continuo calo dei votanti?

"Oggi è molto difficile trovare persone che desiderino impegnarsi nei partiti. La prospettiva cambia, come hanno dimostrato le recenti elezioni amministrative, se costoro possono mettere a disposizione le loro competenze per la città o comunità di riferimento. I progetti civici spesso vedono anche il coinvolgimento di persone che provengono da comunità di base, quelle definite in gergo terzo settore, le organizzazioni non profit. Nonostante l’individualismo imperante, anche la nostra città è ricca di realtà di questo tipo che hanno nel loro dna uno scopo ideale che è l’educazione della persona al bene comune. È questo l’elemento che fa la differenza rispetto ai partiti tradizionali. Detto questo, i partiti sono fondamentali nella nostra democrazia e debbono rinnovarsi mettendosi in ascolto della società civile e non semplicemente riportando a livello locale il verbo dei leader nazionali di riferimento".

Sulla vicenda del patrocinio concesso dall’assessorato alla cultura alla Festa della Famiglia Arcobaleno, si è sbagliato nel metodo? Nel merito? O in entrambi?

"In entrambi. Nel metodo, poiché la scelta di concedere il patrocinio non è stata condivisa con i gruppi di maggioranza, come hanno sottolineato i vari interventi di critica. Nel merito, come ho già detto, io non sono d’accordo con chi sostiene che quando si amministra occorre riconoscere, dando il patrocinio, il valore di qualsiasi espressione culturale ed educativa anche se non conforme ai nostri principi di riferimento".

Questa è stata la posizione sia di Melandri che del sindaco Zattini.

"Da questo punto di vista noi esprimiamo un chiaro indirizzo politico-amministrativo ben rappresentato nel programma elettorale e non possiamo indulgere a una sorta di ‘relativismo culturale’ per rincorrere il consenso. I cittadini ci giudicheranno se siamo riusciti a incidere sullo sviluppo della città e a migliorare in termini concreti la loro condizione".

C’è chi dice che lei sia scontento di alcuni assessori, inclusa Paola Casara, a voi riconducibile. Conferma?

"Non mi occupo di gossip politico. Se ci sono assessori in difficoltà non è certo Paola Casara che mi sembra stia svolgendo con competenza e dedizione il suo lavoro".

Luca Bertaccini

© Riproduzione riservata

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