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5 mag 2022

NOI FORLIVESI

Sarei d’accordo con lei, caro Renato, se parlassimo di un posto altrove. Ma qui c’è da considerare la questione specifica: qui si parla di Predappio e tutto ciò che lega la parola fascismo al paese del duce assume contorni diversi, significati più consistenti, conseguenze più rilevanti. Usare espressamente il termine fascismo per una struttura pubblica, a Predappio, ha un peso specifico maggiore. E’ comprensibile, quindi, che ci sia l’intenzione di non calcare troppo i toni ed è significativo che questa cautela ci sia peraltro da parte di un’amministrazione comunale di centrodestra, non di centrosinistra. Forse sono più realista del re, ma probabilmente il giorno che si decidesse nero su bianco che a Predappio apre il Museo del Fascismo, la notizia farebbe il giro del mondo con infuocate polemiche. E ciò farebbe ancora il male di un paese che non lo merita. E’ giusto e anzi necessario, al contrario, che la storia – che non si cancella –, sia uno strumento per elevare Predappio. L’ex Casa del Fascio, pur con tutte le difficoltà del caso, va quindi assolutamente recuperata e il peso della storia, come abbiamo peraltro già scritto, va sorretto con un’operazione culturale di questa rilevanza, con un museo appunto in quello che era un emblema fascismo. Se poi quest’ultimo termine non sarà usato, più che ipocrisia seconso me sarà accortezza.

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