di Oscar Bandini Santa Sofia ha ospitato la partenza della Fase 2 del Comitato AlberItalia, che ha l’obiettivo di far nascere una grande infrastruttura verde nel Belpaese piantando 60 milioni di alberi, e ha battezzato contemporaneamente la nascita del Centro di valorizzazione delle Foreste e della Montagna ‘Oltreterra’. Una giornata intensa di lavori in presenza e in collegamento, nel centro operativo a Capaccio di Romagna Acque, una delle colonne portanti del progetto in cui ha creduto fin dall’inizio. Il presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè ha infatti rivendicato per la società il fatto di aver sempre...

di Oscar Bandini

Santa Sofia ha ospitato la partenza della Fase 2 del Comitato AlberItalia, che ha l’obiettivo di far nascere una grande infrastruttura verde nel Belpaese piantando 60 milioni di alberi, e ha battezzato contemporaneamente la nascita del Centro di valorizzazione delle Foreste e della Montagna ‘Oltreterra’. Una giornata intensa di lavori in presenza e in collegamento, nel centro operativo a Capaccio di Romagna Acque, una delle colonne portanti del progetto in cui ha creduto fin dall’inizio.

Il presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè ha infatti rivendicato per la società il fatto di aver sempre messo al centro le tematiche ambientali, la sicurezza della diga, la qualità delle acque, il supporto alle ricerche specialistiche e la difesa delle foreste a corona del lago che, con la loro presenza, hanno ridotto decisamente l’interramento dell’invaso.

Il comitato, che si trasformerà presto in Fondazione, nasce grazie a Romagna Acque, la Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale e Slow Food, che hanno concretizzato l’appello lanciato un anno fa dalle ‘Comunità Laudato Sì’ a firma di Stefano Mancuso (scienziato, accademico e divulgatore), Carlin Petrini (fondatore di Slow Food) e dal vescovo di Rieti Domenico Pompili: appello a piantare alberi rallentando il cambiamento climatico e tutelare il pianeta.

Sotto la regia di Giorgio Vacchiano sono intervenuti il presidente pro tempore del comitato Marco Marchetti e i docenti universitari del gruppo promotore Davide Travaglini, Paolo Mori, Fabio Salbitano e Renzo Motta, che hanno presentato le linee guida del progetto: mettere a dimora 60 milioni di "alberi giusti nei luoghi giusti", coinvolgendo le istituzioni nazionali, regionali, comunali, imprese, associazioni, centri di ricerca e singoli cittadini per essere in grado di "riconnettere i centri urbani al mondo rurale"; il tutto accettando subito la sfida lanciata dalla Unione Europea, che vuole piantare entro il 2030 ben 3 miliardi di alberi, e intercettando le risorse della nuova politica agricola comunitaria (Pac) e nel nuovo piano di sviluppo rurale (Psr).

Interventi poi di Antonio Nicoletti (Legambiente nazionale), Francesco Sottile (Slow Food Italia), Marco Bussone dell’Uncem, Massimiliano Atelli (ministero ambiente), Alessandra Stefani (ministero agricoltura e dei rappresentanti del florovivaismo; quindi dell’assessore regionale all’ambiente Irene Priolo ("faremo la nostra parte per mettere in rete la difesa del suolo con il nuovo paesaggio urbano, la riconversione dell’economia e il turismo"), del sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi ("rivendichiamo il nostro ruolo di paese all’avanguardia nella sperimentazione dello sviluppo sostenibile in appennino come hanno dimostrato le scelte sul Parco nazionale, la diga di Ridracoli e il demanio regionale"), del direttore del Parco Alessandro Bottacci ("bene questo progetto, ma ricordiamoci di gestire in modo sostenibile e oculato boschi e foreste già presenti in Italia") e di Gabriele Locatelli, anima romagnola del comitato e responsabile del progetto Oltreterra che avrà sede operativa proprio a Santa Sofia.