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15 lug 2022
15 lug 2022

Paolo Gugnoni assolto, condannato il figlio

Lo storico avvocato, 81 anni, ex politico e patron calcistico, scagionato dalle accuse di truffa, calunnia e infedele patrocinio

15 lug 2022

Assolto, pienamente: il fatto non sussiste. Così il meldolese Pier Paolo Gugnoni, 81 anni, avvocato, una delle colonne della vecchia guardia forense della città, è stato scagionato in primo grado da una serie di accuse per le quali avrebbe potuto rischiare una sentenza pesantissima: truffa, appropriazione indebita, calunnia, patrocinio infedele.

Diverso l’esito per il figlio, Gabriele, 40 anni, condannato in primo grado a tre anni (giudice Marco De Leva). Per alcuni campi d’imputazione, pure Gabriele è stato assolto. Ma a costargli la condanna sono stati alcune ipotesi di reato considerate di particolare gravità.

L’inchiesta esplode nel 2018. Quando la procura, dopo avere raccolto le denunce di sei presunte vittime, iscrive nel registro degli indagati padre e figlio; Pier Paolo è noto anche per il suo impegno politico per la Dc (fu sindaco di Modigliana dal ’90 al ’95); pure il figlio Gabriele conta un passato da consigliere comunale di Forlì con l’Udc. Entrambi hanno guidato – il padre già negli anni Ottanta – il Meldola Calcio.

La prospettazione accusatoria, sostenuta dal pm Sara Posa, che ha coordinato le indagini della guardia di finanza, sosteneva che padre e figlio avrebbero convinto, in più tempi e in più episodi, sei loro clienti a farsi assistere contro alcuni enti pubblici per ottenere "rimborsi e risarcimenti"; tra gli enti: Banca d’Italia, Provincia, Agenzia delle Entrate, ministero dell’Ambiente. Per l’accusa però queste azioni legali "non ci sarebbero mai state nella realtà". In compenso le parcelle – ha insistito la procura – ai clienti arrivavano, dopo che, sempre in modo "non veritiero", i due avrebbero fatto credere ai clienti che le cause erano andate a buon fine, o comunque che i ricorsi sarebbero stati accolti. L’accusa ha ipotizzato parcelle per un totale di quasi un milione di euro; buona parte poi restituita. La difesa di Pier Paolo, sostenuta dall’avvocato Roberto Roccari, ha alla fine avuto la meglio. Per Gabriele, difeso da Giordano Anconelli, si prospetta ora il ricorso alla Corte d’Appello di Bologna.

Maurizio Burnacci

© Riproduzione riservata

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